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Libia: Tripoli accusa la Nato, 700 vittime civili da marzo

Esteri

Tripoli, 21 giu. - (Adnkronos/Aki) - Il governo di Tripoli ha accusato la Nato dell'uccisione di 700 civili da marzo, quando e' iniziata l'operazione votata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e di pianificare attacchi contro tutti i figli di Muammar Gheddafi. Lo hanno riferito fonti del governo alla tv satellitare al-Jazeera. Nel fine settimana la Nato ha ammesso di aver bombardato per errore un edificio residenziale provocando la morte di diversi feriti. Oggi il regime di Gheddafi ha accusato l'Alleanza della morte di 15 civili, tra cui familiari di Al Chuedi al Hamidi, stretto collaboratore del Colonnello.

Una fonte del governo libico ha confessato all'agenzia di stampa Dpa di aver intercettato una conversazione telefonica tra funzionari della Nato che parlavano di attacchi aerei contro le residenze di tutti i figli di Gheddafi.

D'altro lato, il portavoce del comitato medico di Misurata ha dichiarato che dall'inizio della guerra sono morti almeno settemila persone e altre settemila sono state ferite sono nella citta'. Nella roccaforte dei ribelli, a Bengasi, gli insorti hanno dichiarato di aver arrestato 130 lealisti di Gheddafi accusati di pianificare attentati in citta'.

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