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Berlusconi: ''La maggioranza c'è''

Politica

Roma, 22 giu. (Adnkronos/Ign) - "Il voto di fiducia di ieri in quest'Aula sul decreto sviluppo ha dato un'indicazione molto positiva: la coalizione di centrodestra, infatti, per la prima volta da quando un gruppo di deputati eletti nel Pdl è passato all'opposizione, ha raggiunto quota 317, superando la soglia dei 316 voti che rappresenta la maggioranza assoluta della Camera. Questo significa che la maggioranza c'è, è forte e coesa ed è l'unica in grado di garantire la governabilità del Paese in un momento così difficile". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Camera, che ricalca quello tenuto ieri al Senato.

Nell'informativa - con il governo quasi al completo nell'emiciclo di Montecitorio, unica assenza quella del titolare del Viminale Maroni, fuori Roma per impegni personali - il premier ripercorre quasi integralmente i passaggi del suo intervento a Palazzo Madama. Ma quando ribadisce che non è sua intenzione restare a vita a palazzo Chigi, le opposizioni rumoreggiano e lui di rimando: "Vi assicuro che un grande sacrificio. Grandissimo".

''Oltre alla stabilità - aggiunge Berlusconi - le riforme sono i punti cardine del rilancio del Paese e sarebbe utilissimo uno sforzo comune per realizzarle al meglio". Poi, per quanto riguarda la riforma fiscale, ''non produrrà buchi di bilancio ma darà vita a un sistema più equo e più benevolo verso chi è in condizioni disagiate, a partire dalle famiglie più numerose e meno fortunate" ribadisce il premier.

Da quando inizia a parlare, il Cavaliere raccoglie dieci applausi in dieci minuti nell'Aula da parte dei banchi della maggioranza. Banchi sui quali è seduto anche il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che però non ha applaudito fino a che non c'è stato l'applauso numero 15. Nel farlo, il ministro si è rivolta platealmente verso la tribuna stampa: evidentemente, qualcuno deve averle recapitato le agenzie che poco prima avevano scritto come fosse rimasta a braccia conserte, senza applaudire.

"Non abbiamo seguito le sirene che ci invitavano a contrastare la crisi con stimoli fiscali - prosegue il premier nel suo intervento - cioè con maggiore spesa pubblica. Così, mentre molti Paesi raddoppiavano o addirittura triplicavano nel corso della crisi il loro deficit in rapporto al pil. L'Italia - sottlinea - non è andata in quella direzione".

"Sarebbe stato da irresponsabili - prosegue - allargare la spesa pubblica per sostenere la crescita nel corso di una crisi in cui l'aumentop del rapporto deficit-pil era già dettato dalla recessione. Così l'Italia si è assunta le proprie responsabilità nel contribuire al mantenimento della stabilità finanziaria e monetaria in Europa e ha sempre trovato sui mercati finanziari i sottoscritori del proprio debito. E se oggi lo può ancora fare a tassi di poco superiori a quelli tedeschi di riferimento e non incontra problemi di collocazioni dei propri titoli, ciò lo si deve proprio alla politica seguita dal governo".

Alla fine dell'informativa Berlusconi ribadisce "l'amicizia e la stima" verso Umberto Bossi e la Lega. I parlamentari della maggioranza e del Carroccio applaudono, mentre dai banchi dell'opposizione, quando il premier tocca affettuosamente il braccio del Senatur seduto accanto a lui, arriva un ironico "bacio, bacio".

Da parte sua, lasciando l'aula di Montecitorio dopo le comunicazioni del premier, il leader della Lega ha detto: il discorso di Silvio Berlusconi? "Bello a parole, aspettiamo i fatti".

Discorso che, rispetto all'intervento al Senato, è stato accompagnato da 24 applausi: il doppio di quelli tributati ieri al Cavaliere dai senatori del centrodestra. I parlamentari della maggioranza a Montecitorio 'doppiano' così i colleghi di palazzo Madama.

L'applauso finale, con la tradizionale standing ovation, è stato particolarmente lungo, accolto da Berlusconi con evidente soddisfazione. L'opposizione, da parte sua, ha accompagnato alcuni passaggi dell'intervento del premier con mugugni, proteste, sorrisi ironici e qualche fischio.

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