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Lavoro: Famiglia cristiana, a disagio precari non si risponde con insulti

Economia

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - ''Al disagio non si risponde con l'insulto. Tanto meno con sarcasmo e arroganza. In Italia i precari sono circa quattro milioni. Soprattutto giovani. Dunque, la parte piu' dinamica e sana del Paese''. E' quanto si legge in un editoriale di Famiglia cristiana dedicato alla crisi economica.

''Quella - prosegue il testo - piu' ricca di energie, progetti e sogni. Che non riesce a incanalare il proprio futuro, a costruirsi un lavoro stabile, una famiglia, un'esistenza piu' serena. Eppure, sono il futuro dell'Italia''. ''Un Paese normale - si legge - dovrebbe investire sui giovani. Non basta invitarli ad 'andare a scaricare cassette ai mercati generali', 'a mettersi in proprio' o a 'darsi da fare, magari cercando fortuna per il mondo'. I politici sono stati eletti per dare risposte. Ci vogliono progetti, leggi, investimenti. Se in Italia l'ascensore sociale e' bloccato, non basta indicare, con sufficienza, le scale''.

''Anche Benedetto XVI - si afferma - nella sua visita a San Marino, ha ricordato che 'nell'attuale fase storica e sociale, non va dimenticata la crisi di non poche famiglie, aggravata dalla diffusa fragilita' psicologica e spirituale dei coniugi, come pure la fatica sperimentata da molti educatori nell'ottenere continuita' formativa nei giovani, condizionati da molteplici precarieta', prima fra tutte quella del ruolo sociale e della possibilita' lavorativa'''.

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