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Criminalita': Foggia, boss latitante andava a feste private e incontrava moglie (3)

Cronaca

(Adnkronos) - Identica disponibilita' veniva offerta da un barbiere di Manfredonia: il suo salone era diventato una sorta di deposito temporaneo di pacchi che dovevano essere consegnati o ritirati dal boss, e che contenevano biancheria sporca o pulita riconsegnata dalla moglie, viveri, ma forse anche altro. Alla famiglia il boss forniva non solo il sostentamento quotidiano, ma anche le somme che servivano per pagare gli avvocati. Alla moglie e alla bambina, poi, era solito inviare regali (un anello con diamante alla donna in occasione del suo compleanno, dei giocattoli alla piccola).

I fiancheggiatori avevano, appunto, anche il ruolo di intermediari fra il capo e le due donne di Li Bergolis. A loro toccava accompagnare la consorte del capo dall'avvocato, con studio a Trani. In modo particolare a Enzo Miucci, 27 anni, detto Renzino, secondo gli inquirenti dell'Antimafia di Bari e i riscontri dei carabinieri, toccava il ruolo di 'braccio destro'. Il giovane e' il figlio di Antonio Miucci ucciso il 14 agosto del 1993, nell'ambito dello scontro tra i Li Bergolis e i Primosa-Basta-Alfieri. Riscontri, basati sulle numerose intercettazioni oltre che sui piu' classici pedinamenti, danno all'Autorita' giudiziaria la certezza che Miucci e' stato molto spesso in compagnia di Li Bergolis durante la latitanza. Cosi' come e' dimostrabile che a far compagnia al boss siano stati esponenti del clan Francavilla.

Insomma, un boss che, nei lunghi mesi di latitanza, e' stato nel proprio territorio e che si e' sentito anche molto a casa non solo per l'attivita' instancabile di favoreggiamento dei suoi fiancheggiatori, ma soprattutto per il clima di omerta' generalizzata che ha caratterizzato il territorio del Gargano in quel periodo. L'arresto di Li Bergolis, nove mesi fa, e quello dei suoi complici oggi, e' la dimostrazione concreta, secondo la Dda di Bari e i carabinieri di Foggia, che ''quella cortina di silenzio e cecita' che circondava la mafia garganica e foggiana si sta pian piano sgretolando''.

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