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Caso Orlandi: 'Lupo' e la pista inglese, a 28 anni da scomparsa e' ancora mistero/Il punto (4)

Cronaca

(Adnkronos) - E' il 5 luglio, quando nella sala stampa vaticana squilla un telefono. All'altro capo del telefono c'e' un uomo, che parla con uno spiccato accento straniero (ribattezzato ''l'Amerikano''), e facendo riferimento alla scomparsa di Emanuela Orlandi, auspica l'intervento del pontefice, Giovanni Paolo II. Chiama in causa Mehmet Ali Agca, l'uomo che aveva sparato al Papa in piazza San Pietro, un paio di anni prima, chiedendo che sia liberato entro il 20 luglio.

Afferma di tenere in ostaggio Emanuela Orlandi, sostenendo che molti altri elementi sono gia' stati forniti da altri componenti della sua organizzazione, Pierluigi e Mario, ed esige l'attivazione di una linea telefonica diretta con il Vaticano. Un'ora dopo, l'uomo chiama a casa Orlandi, e fa ascoltare ai genitori un nastro con una voce di ragazza, che potrebbe essere Emanuela. Ma la registrazione potrebbe essere stata precedente alla scomparsa della ragazza.

Nei giorni successivi, l'uomo insiste perche' Wojtyla si muova per la liberazione di Ali Agca entro il 20 luglio, ma il Papa non ha alcun potere sull'autorita' giudiziaria italiana, da cui la liberazione del killer turco dipende. Il 17 luglio, viene fatto ritrovare un nastro, in cui si conferma la richiesta di scambio con Agca, la richiesta di una linea telefonica diretta con monsignor Agostino Casaroli, segretario di Stato pontificio, e si sente la voce di una ragazza che implora aiuto, dicendo di sentirsi male. (segue)

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