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Ricerca: 'Adotta un milanese del Rinascimento', universita' cerca fondi

Cronaca

Milano, 22 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Adotta un milanese del Rinascimento", per aiutare i ricercatori dell'universita' Statale del capoluogo lombardo a studiare il mare di ossa che si nasconde nel ventre dell'ospedale Maggiore. Senza fondi, denunciano infatti gli scienziati dell'ateneo di via Festa del Perdono, rischiano di restare insoluti tutti i misteri racchiusi nei resti ammonticchiati dal 1473 al 1695 nei sepolcri dell'Irccs Policlinico. L'unico esempio di necropoli cittadina rinvenuta, portata alla luce da un team guidato dal medico legale Cristina Cattaneo, dalla storica Francesca Vaglienti e dall'archivista Paolo Galimberti.

Raccontare vita, morte e malattie della Milano che fu e' un progetto ambizioso che richiede lunghi anni di lavoro e tante risorse, spiegano gli studiosi in occasione di un convegno organizzato oggi in universita' per presentare i primi risultati delle analisi condotte su un centinaio di ossa. "Il minimo che chiediamo e' poter disporre di due persone da dedicare completamente al progetto, uno storico e un antropologo che possano lavorarci 12 ore al giorno almeno per i prossimi 4 anni", afferma Cattaneo, docente di medicina legale e antropologia, a capo del Labanof (Laboratorio di antropologia e odontologia forense) e in prima linea in molti dei grandi delitti che hanno insanguinato l'Italia negli ultimi anni. Si tratterebbe di "due assegni di ricerca di due anni, un investimento di circa 100 mila euro", calcola Cattaneo.

Molto per un'universita' pubblica, ancor piu' in tempi di crisi, tagli e risorse razionate, ma poco per qualunque grande privato 'mecenate', riflettono gli studiosi. Da qui la provocazione: "Adottate un milanese del Rinascimento, siamo pronti a darvi un attestato", dice Vagliente. Non e' ancora una campagna vera e propria, puntualizza, ma una richiesta d'aiuto che potra' diventare appello alla popolazione "laddove non ci fossero risposte da parte delle istituzioni, pubbliche o private che siano", precisa la storica. (segue)

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