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Milano: uccise rapinatore, per giudici tabaccaio si difese da pericolo concreto

Cronaca

Milano, 22 giu. - (Adnkronos) - Giovanni Petrali, il tabaccaio milanese che in seguito ad un tentativo di rapina, ammazzo' un malvivente e ne feri' un altro, non poteva "fermarsi" a valutare la situazione mentre sparava quattro colpi in "sequenza rapida", perche' c'era un "concreto pericolo di aggressione alla vita sua, della moglie e del dipendente". Lo scrivono i giudici della prima Corte d'Assise d'appello di Milano che motivano cosi' l'assoluzione per legittima difesa del tabaccaio, condannato in primo grado per omicidio colposo e lesioni colpose a un anno e 8 mesi.

Il commerciante, 75 anni, e' stato assolto con la formula della "legittima difesa putativa" perche', secondo la Corte, ha agito pensando di trovarsi in una situazione di legittima difesa. Nelle motivazioni i giudici spiegano che i due rapinatori, Alfredo Merlino, rimasto ucciso, e Andrea Solaro, ferito, il 17 maggio del 2003 vennero "colpiti da colpi esplosi all'interno" della tabaccheria, quando Petrali si trovava in una condizione di "ansia e apprensione".

Poco prima, l'anziano era stato anche malmenato dai rapinatori e c'era, dunque, un "pericolo attuale" per lui. Per la Corte, Petrali non poteva avere altre "chiavi di lettura" di quello che stava accadendo, anche perche' gli era stata puntata un'arma addosso.

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