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Governo: Di Pietro, incomprensibili malignita' e sospetti su mio colloquio con premier

Politica

Roma, 23 giu. (Adnkronos) - ''Molte persone si sono chieste e mi hanno chiesto che cosa mi sono detto con il presidente del consiglio ieri nell'Aula di Montecitorio. La curiosita' e' lecita ma per molti nella domanda c'era un pizzico di malizia, come se quelle due parole scambiate pubblicamente volessero dire chissa' che''. Lo scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. ''Innanzitutto -continua- preciso che e' stato il presidente del Consiglio ad avvicinarsi a me e non io a lui. Poi io gli ho detto direttamente quello che cerco di dirgli indirettamente da mesi: che se ne deve andare. Tutto qui. E che altro dovevo fare, menargli? Tanto dovevo dire a Silvio Berlusconi e tanto gli ho detto, anche se non credo che mi dara' retta, purtroppo".

"Pero' qualcosa voglio dire anche sui sospetti e sulle malignita' che si sono moltiplicati dopo quel colloquio. Io mi batto contro Berlusconi e contro il berlusconismo da 16 anni. Molti di quelli che si sono scandalizzati per quel colloquio mi hanno criticato per anni dicendo che facevo un'opposizione troppo intransigente. Se oggi parliamo di Berlusconi quasi gia' al passato e' in grandissima parte grazie ai referendum voluti, contro il parere di tutti, solo da noi dell'Italia dei valori. Nessuno con un grano di sale in zucca puo' pensare che io sia diventato berlusconiano. E allora perche' tutte queste critiche incomprensibili?"

"Secondo me -conclude Di Pietro- perche' io non mi accontento di un plebiscito che metta fine al berlusconismo ma voglio che il centrosinistra si dia un programma politico che non puo' piu' essere solo dire no a Berlusconi e alle sue leggi".

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