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Privacy, allarme del Garante: ''Con gli smartphone siamo tutti come Pollicino''

Cronaca

Roma, 23 giu. (Adnkronos) - ''Con gli smartphone ognuno di noi è, quasi sempre inconsapevolmente, un Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnarne gli spostamenti''. Lo ha detto il presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nella relazione annuale presentata nella Sala della Lupa, a Montecitorio.

''I rischi connessi agli smartphone e alle loro applicazioni - ha aggiunto il Garante - derivano essenzialmente dal fatto che i nostri telefonini sono costantemente localizzati, e che il gran numero di dati e informazioni in essi contenuti, dalle rubriche telefoniche all'agenda, dalle foto alle annotazioni, possono essere conosciuti, trattati, conservati, utilizzati da soggetti dei quali non abbiamo consapevolezza né controllo''.

''L'avanzata delle nuove tecnologie - ha rimarcato Pizzetti - non può e non deve essere fermata né ostacolata, ma deve essere regolata a garanzia di tutti. Per questo abbiamo da tempo lanciato un segnale forte a tutti, agli operatori istituzionali, alle imprese, agli utenti affinché aumenti la consapevolezza nell'uso delle tecnologie''. Per Pizzetti serve una ''informativa di rischio analoga, per esempio, a quelle sull'uso dei farmaci o sui pericoli dell'eccessiva velocità''.

''Il rischio è che ciascuno diventi allo stesso tempo il potenziale controllore e il possibile controllato, il cacciatore e la preda'', ha detto il presidente dell'Autorità Garante. ''Il pericolo di diventare preda - ha aggiunto - è particolarmente alto per i minori che, anche giovanissimi, utilizzano le tecnologie più degli adulti, spesso senza avere adeguata consapevolezza delle conseguenze''.

''In una realtà virtuale nella quale spesso non è possibile distinguere l'età degli utenti - ha rimarcato Pizzetti - i minori rischiano di essere vittime inconsapevoli di loro stessi perché chiamati a rispondere di fatti più grandi di loro, come nel caso in cui diano imprudentemente l'assenso a proposte di acquisto o cadano vittime di forme di adescamento, o mettano in rete dati, foto e filmati di se stessi e dei propri amici, senza considerare i pericoli attuali e futuri''. Per il Garante, ''è essenziale interrogarsi se esista, e in che limite, il diritto a diffondere liberamente in rete non solo i comportamenti e i sentimenti propri ma anche quelli degli altri''.

Pizzetti ha poi osservato: ''Il nostro ruolo e la passione fisica che ci guida, ci impongono di dire che molto di più e di meglio può essere fatto in Italia, per dare autorevolezza alla libertà di stampa, alla giustizia e alla politica. Sono necessarie però - ha aggiunto - alcune condizioni di fondo. La prima, che i giudici esercitino il loro ruolo sempre e solo nei processi''.

La seconda condizione, rimarca il garante, è che ''anche le persone pubbliche abbiano la garanzia di processi in tempi ragionevoli e compatibili con le esigenze di giustizia, e allo stesso tempo accettino di rendere conto dei loro comportamenti ai cittadini e agli elettori nel dibattito pubblico. La terza -continua Pizzetti - che gli operatori dell'informazione rispettino rigorosamente le responsabilità dei principi della loro professione''.

"Talvolta - nota - la diffusione di informazioni di ogni tipo intorno a fatti di cronaca arriva a punte di cattivo gusto e di violazione della dignità delle persone che vanno oltre ogni norma deontologica o giuridica. Non a caso alcuni studiosi, rispetto a episodi" quali "la tragedia di Avetrana o quella di Potenza, o quella recente di Ascoli Piceno, o anche per casi di persone e minori scomparsi dei quali non si trova traccia, hanno parlato persino di 'pornografia del dolore'''.

"In alcuni casi abbiamo dovuto registrare forme di vero e proprio accanimento informativo - sottolinea - la punta dell'iceberg di un fenomeno che riguarda soprattutto alcune trasmissioni televisive e nuove forme di diffusione di informazioni e immagini sul web. Un accanimento - sottolinea ancora il Garante - che non bada né all'età, né al sesso, né alle condizioni delle vittime, e spesso neppure all'interesse oggettivo delle vicende, ma piuttosto a sollecitare la curiosità del pubblico, specie nell'ambito della cronaca rosa o scandalistica''.

Pizzetti ha infine indicato l'abuso del telemarketing tra quelle problematiche che rappresentano "forme inaccettabili di invasione della sfera privata e domestica'', annunciando che presto arriveranno ''sanzioni pesanti'' in caso di violazione della nuova normativa.

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