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Napolitano a Pannella: ''Marco, ti prego, desisti da sciopero della fame e della sete''

Politica

Roma, 23 giu. (Adnkronos/Ign) - 'Caro Marco, ti prego, in nome non solo dell'antica amicizia ma dell'interesse generale, di desistere da forme estreme di protesta che mettono a repentaglio la tua salute fisica'. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lunga lettera allo storico leader dei radicali Marco Pannella, dal 20 aprile in sciopero della fame, a cui ha aggiunto da tre giorni quello della sete, per protestare contro il sovraffollamento delle carceri italiane.

Il sovraffollamento delle carceri e l'amministrazione della giustizia sono temi di primario rilievo, sui quali il Quirinale continuerà a richiamare l'impegno delle istitituzioni. Il rispetto della dignita' delle persone non ammete infatti "sottovalutazioni e fatalismi", sottolinea Napolitano.

"Caro Marco -scrive Napolitano- desidero rispondere alle molte questioni e sollecitazioni che hai sottoposto alla mia attenzione nel nostro recente incontro al Quirinale e nelle lettere e documentazioni che mi hai inviato nei giorni scorsi. Credo che l'Italia ti debba il giusto riconoscimento per la determinazione con la quale hai intrapreso tante battaglie per sollecitare una piena affermazione e tutela delle libertà civili e dei diritti dei cittadini".

Napolitano ricorda quella del divorzio, aborto, obiezione di coscienza, pluralismo dell'informazione, sottolinenado come siano temi ''diventati patrimonio culturale comune di larga parte della società italiana".

"Posso assicurarti -si legge nel messaggio di Napolitano a Pannella- che continuerò, come ho più volte fatto nel corso del mio mandato, a richiamare, e ne sento più che mai oggi l'urgenza, su tali questioni l'attenzione di tutti i soggetti istituzionali responsabili sollecitandoli ad adottare le indispensabili misure amministrative, organizzative e legislative. Non sono ammissibili sottovalutazioni e fatalismi di fronte a situazioni drammaticamente incompatibili con il rispetto della dignita' delle persone e con la necessita' di fornire un 'servizio giustizia' efficiente, a garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini''.

Quanto all'ultima battaglia delle carceri, il capo dello Stato sottolinea come ''il sovraffollamento delle carceri e l'amministrazione della giustizia sono temi di primario rilievo, sui quali il Quirinale continuerà a richiamare l'impegno delle istitituzioni. Il rispetto della dignità delle persone non ammete infatti "sottovalutazioni e fatalismi".

Secondo gli ultimi dati di fine maggio, forniti dall'associazione 'Antigone', i detenuti hanno toccato quota 67.000 superando di oltre 20.000 persone il limite considerato 'regolamentare'.

A fronte di una quota fissata a 45.551 detenuti, i reclusi al 31 maggio sono 67.174 di cui 14.251 in attesa di primo giudizio, 28.178 imputati e solo poco più della metà, 37.257, condannati con sentenza definitiva. Le donne sono 2.878 e gli stranieri 24.404 di cui il 21% proveniente dal Marocco, il 14% dalla Romania e il 12% dalla Tunisia per quanto riguarda gli uomini; il 22% dalla Romania e il 16% dalla Nigeria per quel che concerne le donne.

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