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Ricerca: Veronesi e Boncinelli, blocco ideologico per studi sulla mente

Cronaca

Milano, 23 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "All'uomo non piace sentirsi dire che nella testa ha solo cellule e molecole. Anche per questo nello studio della mente hanno pesato e pesano enormemente fattori ideologici piu' o meno rigidi". Ne e' convinto Edoardo Boncinelli, professore di biologia e genetica all'universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano, che con l'oncologo Umberto Veronesi sara' a Venezia dal 18 al 20 settembre per la Conferenza mondiale 'The future of science', quest'anno dedicata proprio alla mente.

"Ci sono le religioni che credono di sapere gia' tutto, a priori, della mente e dell'anima - continua Boncinelli - ma esiste anche un integralismo laico. L'uomo privilegia quei punti di vista che gli garantiscono l'esistenza di altri fattori, sviluppando reazioni avverse alla scienza e alle sue affermazioni. La situazione si e' complicata con l'avvento della genetica che ha proposto un'interpretazione di comportamenti e disturbi basata su meccanismi genetici e almeno in parte contraria a quella corrente, secondo cui tutto dipende dalle condizioni di vita e dall'ambiente. A causa di questo 'blocco ideologico' sappiamo pochissimo di fenomeni come la depressione, l'omosessualita' o l'autismo".

"Fare luce sui meccanismi della mente - incalza Veronesi - e' la via per risolvere il disagio e le malattie mentali, uno dei maggiori problemi sociosanitari del nostro tempo. Non solo: studiare il pensiero e' come addentrarsi in un nuovo universo. Per indagarlo occorrono le neuroscienze, ma anche la filosofia e la teologia che si interrogano ad esempio su come e perche' elaboriamo un'etica. Non a caso la Conferenza di Venezia si chiudera' con una tavola rotonda sul tema 'Che cosa resta dell'anima e del libero arbitrio'". (segue)

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