Cerca

Terni: Uritaxi, assurda tesi gip tassisti non favoreggiano prostituzione

Cronaca

Roma, 23 giu. - (Adnkronos) - ''Paradossale, sul piano logico, oltre che totalmente incondivisibile sul piano giuridico la tesi del Gip di Terni, Maurizio Santolci, secondo cui sarebbe da ipotizzare il reato di favoreggiamento della prostituzione a carico dei tassisti che nell'espletamento del servizio pubblico accettino come clienti prostitute che risultino dirette sul luogo di lavoro". Lo afferma in una nota Loreno Bittarelli, presidente nazionale di Uritaxi.

"Sembra ignorare, infatti,- continua Bittarelli - il dottor Santoloci che l'art. 2 comma 1 della legge 21/92 stabilisce che il tassista debba rivolgere la prestazione del suo servizio pubblico ad una utenza indifferenziata precisando al comma 2 che la prestazione del servizio e' obbligatoria. Ne consegue che il tassista non puo', in base a tale legge, discriminare i propri utenti in base all'attivita' che fanno e, soprattutto, non puo' rifiutare di prestare il servizio sotto pena delle sanzioni che il medesimo secondo comma dell'art. 2 della legge 21/92 demanda di prevedere da parte delle regioni".

"Paradossale,- conclude - dunque, che i tassisti, nell'espletamento del loro lavoro, ed osservando la legge, vengano trattati come criminali da chi dovrebbe distinguere tra persone per bene, che svolgono il loro lavoro secondo la legge e chi, invece viola la legge per eludere la fatica del lavoro''.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Francostars

    23 Giugno 2011 - 20:08

    Giustamente la Corte di Cassazione con la Sentenza 1716/2005 ha affermato che il reato di favoreggiamento della prostituzione altrui deve considerarsi tale in via concreta e non sforare in quelle occasioni astratte di coincidenza come quando il cliente della meretrice stradale stessa riaccompagna questa al proprio luogo pubblico d'incontro.

    Report

    Rispondi

blog