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Inchiesta P4: Lepore, magistrati decidono su rilevanza penale intercettazioni

Cronaca

Roma, 24 giu. (Adnkronos) - "Sono i magistrati che decidono sulla rilevanza penale delle intercettazioni, non i ministri. Considero il Guardasigilli Angelino Alfano una persona intelligente e preparata. Ecco perche' resto stupito dalle sue dichiarazioni. Evidentemente e' stato indotto da ragioni di carattere politico''. Il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore, in un'intervista a 'la Repubblica', risponde alle accuse di aver utilizzato intercettazioni penalmente irrilevanti nell'ambito dell'inchiesta sulla cosidetta P4.

''Questa e' un'indagine seria -rimarca Lepore- non dimentichiamo che vengono ipotizzati reati gravi. E le conversazioni che a qualcuno sembrano irrilevanti servono invece a delineare un contesto sul quale tutti dovrebbero riflettere''. Invece, denuncia il capo della procura di Napoli, ''si tenta di minimizzare la consistenza di un'indagine per delegittimare l'attivita' investigativa e il lavoro dei magistrati. Sono davvero amareggiato per gli attacchi rivolti ai colleghi e soprattutto al dottor Woodcock: lo considero uno dei migliori magistrati dell'ufficio''.

''Lo stesso -rimarca Lepore- vale per il dottor Francesco Curcio e il procuratore aggiunto Francesco Greco che lo affiancano in questa inchiesta. Inoltre, ho firmato anche io la richiesta di ordinanza cautelare e mi assumo tutte le responsabilita' di questo lavoro''. (segue)

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