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Cassazione: l'indagato critichi le toghe a patto che ci sia spazio per controbattere

Cronaca

Roma, 24 giu. - (Adnkronos) - Criticare le toghe? Lecito anche da parte di chi e' indagato, a patto che l'opinione offensiva "offra una tesi dialetticamente confutabile". Lo rileva la Cassazione nelle motivazioni con le quali, lo scorso 28 aprile, ha convalidato una condanna per diffamazione nei confronti di Annamaria Franzoni, la 'mamma di Cogne', nell'ambito del procedimento 'Cogne bis'.

In particolare, la Quinta sezione penale, respingendo il ricorso presentato dalla difesa della Franzoni, specifica che "l'indagato ha diritto di manifestare il suo pensiero nei confronti di chi svolge le indagini. Ma l'esercizio del suo diritto di critica si giustifica solo qualora l'opinione, obiettivamente offensiva da lui espressa, offra una tesi dialetticamente confutabile, che percio' non consista nell'asserto apodittico di disvalore connaturato al modo di agire del magistrato d'iniziativa penale, le cui scelte sono vincolate al rispetto della legge, proprio per la tutela dell'interesse pubblico alla punizione del reato".

L'episodio di diffamazione contestato alla Franzoni e' relativo ad una sua affermazione nel corso di una puntata di 'Porta a Porta' del novembre 2004 nella quale la donna, condannata definitivamente per l'omicidio del figlio Samuele, aveva accusato la Procura di Aosta di "fare di tutto per coprire la verita'".

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