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Sanita': Marino (Pd), no a imprenditori privati in gestione S.Raffaele Milano

Cronaca

Milano, 24 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "L'ospedale San Raffaele di Milano e' un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico fra i piu' importanti tra i 43 Irccs italiani. E' anche la sede di un'universita'", l'ateneo Vita-Salute San Raffaele, quindi "credo che le Istituzioni competenti abbiano tutto l'interesse a mantenere il piu' possibile la sua indipendenza. Penso che un grande Irccs, che al contempo e' anche sede universitaria, non possa essere gestito da imprenditori privati". Questa l'opinione del senatore-chirurgo del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, interpellato dall'Adnkronos Salute sulle ipotesi allo studio per il salvataggio dell'ospedale fondato da don Luigi Verze'.

Riferendosi in particolare alla cordata di imprenditori che potrebbero assumersi il ruolo di 'cavalieri bianchi' per il rilancio dell'Irccs di via Olgettina, Marino invita a "riflettere sul tipo di Servizio sanitario nazionale che vogliamo. Personalmente - spiega - vorrei che le eccellenze della nostra sanita' fossero prevalentemente pubbliche. Parlo ovviamente di un pubblico efficiente - precisa - di cui si verificano con rigore i risultati".

Marino tiene a puntualizzare che "il privato in sanita' non deve certo essere visto come il male assoluto. Nel Servizio sanitario nazionale come lo vedo io, cioe' un sistema che abbia anche la funzione di modernizzare il Paese, c'e' infatti spazio per una sana competizione fra pubblico e privato". Che pero' devono coesistere "condividendo anche gli oneri. Spesso invece, e non parlo del San Raffaele - premette l'esponente del Pd - in Italia il privato in sanita' punta soprattutto al profitto, lasciando al settore pubblico l'assistenza costosissima dei pazienti piu' complessi, colpiti da piu' patologie. E' per questo che da anni sostengo la necessita' di definire un sistema di verifica sulla cui base improntare una vera competizione fra pubblico e privato". (segue)

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