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Intercettazioni, Berlusconi: "Situazione da paese incivile". Frattini: legge entro l'estate

Politica

Bruxelles, 24 giu. - (Adnkronos/Ign) - Si accende nel Governo il dibattito sulle intercettazioni alla luce delle conversazioni finite sui giornali circa la cosiddetta P4. E mentre il Pdl annuncia un'accelerazione sulla legge per impedire ai giornali la pubblicazione degli atti di inchiesta, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna sul tema nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles dichiarando "incivile un Paese in cui non esiste più la garanzia dell'inviolabilità di ciò che si dice al telefono". "Non è più vita quella" in cui non si è liberi "di alzare il telefono e poter parlare liberamente, senza che queste telefonate siano intercettate" e pubblicate sulla stampa, "anche se non hanno nessun risvolto penale. Io credo che su questo siano tutti d'accordo", ha sottolineato ancora Berlusconi.

Sull'urgenza di un provvedimento 'ad hoc' poche ore prima era intervenuto il ministro degli Esteri Franco Frattini per il quale "serve una legge prima della pausa estiva. Una buona proposta di legge, spero ampiamente condivisa". ''Ormai - ha commentato - i buoi sono usciti dalla stalla. Comunque, credo che ci voglia una buona legge e sarebbe un bell'esempio per il Parlamento se maggioranza e opposizione la concordassero in tempi brevi''. Secondo il titolare della Farnesina il confronto potrebbe partire ''dalla proposta già depositata in Parlamento dalla sinistra, proposta che non venne mai approvata, ma che ha elementi molto buoni''. Sull'opportunità o meno del decreto legge, Frattini conclude: ''Le modalità le decideranno i partiti e i gruppi parlamentari. Oggi quello che occorre all'Italia è fare chiarezza su questa materia. Si potrebbero riprendere quindi le norme sulla privacy contenute nell'ordinamento europeo. Bastano quelle e la legge è fatta''.

Anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, è tornato sulla questione e in riferimento alle conversazioni pubblicate in questi giorni, ha specificato che ''oltre ad essere moralmente sbagliata, la pubblicazione delle intercettazioni penalmente irrilevanti è anche un reato da perseguire''. ''Nessuno però si fa carico di riparare al torto'', rimarca il Guardasigilli, mentre anche questo è un ''reato da perseguire in base al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale''. "Ci sono già dei casi -spiega Alfano- in cui è vietato pubblicare delle intercettazioni tanto penalmente irrilevanti da non essere prese in considerazione nemmeno ai fini dell'ordinanza di custodia cautelare''. ''Esse -rimarca il Guardasigilli- gettano disdoro intorno a persone che non c'entrano niente con l'inchiesta, ma nessuno si fa carico di riparare al torto e di esercitare la giustizia".

Quanto all'ipotesi di un intervento legislativo, anche basato sul precedente ddl Mastella, per vietare la pubblicazione delle intercettazione ''abbiamo scelto un percorso tre anni fa. Non intendiamo fare un decreto legge né orientare la prua in una direzione diversa da quella del ddl che il 29 luglio scorso era stato discusso alla Camera''.

Immediata la replica delle opposizioni. ''Nessun bavaglio all'informazione e nessun aiuto ai criminali. Le intercettazioni sono uno strumento di indagine indispensabile e i cittadini hanno tutto il diritto di essere informati sulla condotta e sulle malefatte di chi governa'', afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. ''E' assurdo -aggiunge- che il centrodestra pensi ad una legge sulle intercettazioni quando le priorita' del Paese sono ben altre, a partire dalla crisi economica e sociale che sta attanagliando l'Italia".

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