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Siria, nuovo venerdì di proteste nel Paese. Almeno 14 morti, bloccata la rete internet

Esteri

Damasco, 24 giu. - (Adnkronos/Aki/Ign) - E' di almeno 14 morti il bilancio provvisorio delle vittime della repressione attuata oggi dal regime di Bashar al-Assad contro i manifestanti che, come ogni venerdì, sono scesi in strada in diverse citta' del paese per protestare contro il presidente.

Secondo la tv satellitare 'al-Arabiya', si contano sette morti - tra cui un bambino - ad al-Kiswah, a sud di Damasco, almeno un morto nel quartiere di al-Ghota di Homs e tre nel quartiere di al-Shams della stessa citta', oltre a tre morti nel quartiere di Barza, nella periferia di Damasco.

Nel corso di una delle manifestazioni nei dintorni della cpaitale sono state bruciate bandiere iraniane, russe e del movimento sciita libanese Hezbollah. Nell'estrema periferia di Damasco invece, in particolare nelle zone di Barza e al-Qadam, si registrano scontri a fuoco tra manifestanti e sicurezza e si contano diversi feriti.

A Damasco e in molte altre regioni del Paese risultano bloccati l'accesso alla rete Internet e le reti di telefonia mobile. Lo riferiscono su Twitter i Comitati di coordinamento locale in Siria (Lccs). Nonostante questo però, in tanti hanno aderito alle mobilitazioni annunciate ieri dal gruppo Rivoluzione Siriana 2011 sotto lo slogan ''Bashar non e' piu' il mio presidente e il suo governo non mi rappresenta piu'''.

Intanto, i leader dei 27 riuniti a Bruxelles per il vertice Ue "condannano nei temini piu' forti possibili la repressione in corso e la violenza inaccettabile e scioccante che il regime siriano continua ad usare contro i suoi cittadini". Nella bozza di conclusioni del Consiglio si sottolinea come, "scegliendo un percorso di repressione invece che di rispetto delle sue stesse promesse di ampie riforme, il regime stia mettendo in discussione la sua legittimita'". Il Consiglio, inoltre, "da' il benvenuto all'adozione di nuove sanzioni" europee contro il regime, decise due giorni fa e che entrano in vigore proprio oggi. Infine, i 27 esprimono il loro "pieno sostegno agli sforzi diplomatici tesi ad assicurare che il Consiglio di sicurezza dell'Onu possa assumersi la propria responsabilita', dando una risposta adeguata alla situazione in Siria".

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