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Riforme: Idv, nuova legge elettorale e decalogo per alternativa di governo (3)

Politica

(Adnkronos) - A Venezia la pattuglia dei legislatori e degli amministratori dell'Italia dei valori si e' candidata a diventare la forza-traino di una nuova coalizione, di ''alternativa'', per il governo del paese. ''Vogliamo essere come il piccolo rimorchiatore - e' la metafora utilizzata da Donadi - che traina fuori dalle acque paludose della laguna la grande nave del centrosinistra, portandola a navigare in mare aperto. Il governo Berlusconi annaspa, l'Italia dei Valori si fa carico delle aspettative di 60 milioni di italiani: costruire le possibilita' di un'alternativa seria e concreta, individuando un progetto, un programma, e un leader''.

L'Italia dei Valori ha lanciato una sfida aperta al Pd sui tempi e sulle proposte. ''Noi siamo l'unica forza politica di opposizione - ha ricordato Antonio Borghesi, gia' coordinatore regionale del Veneto - ad aver votato la legge delega sul federalismo, mentre il Pd si e' astenuto. Poi siamo stati gli unici a votare contro i primi decreti attuativi, quando ci siamo accorti che il federalismo demaniale e municipale non fa altro che aumentare le tasse e penalizzare i cittadini e le amministrazioni locali, mentre il Pd ha preferito astenersi''.(segue)

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  • manchex

    25 Giugno 2011 - 01:01

    Road to an instant democracy! - Riflessioni, considerazioni sul poter “abitare” una democrazia matura!? Come la coinvolgente pervasiva maggiore interattività che l’informatizzazione promuove autopromuovendosi grazie all’impostazione sistemica d’autoimplementazione per la chiarezza, la trasparenza e la semplicità resa nei suoi mezzi (secondo la legge di Moore!), in altrettanto modo, questo epocale rivoluzione - innovazione potrebbe prossimamente diventare per analogia, un’autentica prerogativa/opportunità alla stessa democrazia per strutturalmente migliorarsi! Supposto che la democrazia riesca a riscattarsi dalla morsa della buro-gerontocrazia che l’attanaglia precludendole or ora, la possibilità d’acquisire quelli stessi implementabili criteri necessari a strutturarsi ed infondere la medesima chiarezza, trasparenza e semplicità dello stesso suo mezzo ovvero, la democrazia essendo essa stessa il miglior mezzo organizzativo politico sinora conosciuto e riconosciuto allo scopo! Pertanto, indifferibile risulta la sfida che ci troviamo di fronte quella di dover implementare questo nostro mezzo che si chiama appunto “democrazia” affinché, essa stessa riesca a sintonizzarsi su quella lunghezza che il tempo reclama ovvero che risulti rivolta al suo miglioramento incrementalmente continuo. Da cui l’esigenza di dotare questa nostra democrazia (mezzo) in modo da renderla sempre più appropriata al nostro tempo affinché risulti strutturalmente dinamica e capace di incrementarsi al più alto tasso propulsivo possibile di democraticità nello spazio tempo! Qualità indispensabile che qualifica una democrazia rispetto ad un altro or ora, nel compendio mondiale, dove vivendo un momento di transizione, quello d’un cambio di paradigma, giacché già da tempo “è stato tratto quel dado dell’irreversibilità della globalizzazione”, la sfida non può che essere quello gravoso e responsabile del contribuire ad ingravidare positivamente quella costituenda global-i-cloud di new global rules tali da qualificarsi in un’autentica human democracy!? E’ pertanto che urge aggiornarsi, alla luce dell’accelerazione che siffatti nostri tempi impongono per approdare velocemente a quella attesa singolare dimensione-democratica! Supposto che la legittimità di una legge risplende per la chiarezza e la trasparenza che racchiude! E’ pertanto che in sintesi si propongono adeguamenti: Appunto, nell’era dell’”instant” data la “quasi” total interactivity e del just in time che le nuove tecnologie ed internet concedono la concorrenzialità diventa un “must” strutturale perché è l’accelerazione dei processi che permetterebbe di maggiormente aumentare l’efficienza la democraticità; criterio per poter espandere democraticità - qualità indispensabile per rilevare il grado di maturità d’ogni democrazia! Allora, sconcertante se non paradossale diventa pertanto esimerci dall’applicare tutte quelle potenzialità che siffatte nuove disponibilità tecnologiche concedono che avendole concepite proprio noi, in occidente, ce le lasciamo sfuggire nell’interezza del loro potenziale applicativo! Appunto, non si capisce il perché del rifiutarne l’applicabilità o far finta che non esitano e poi lamentarsi come occidentali del ritrovarsi in regressione rispetto ai BRICS perché semplicemente per PIGS’ avidità ne disconosciamo il loro potenziale d’applicabilità. Quello del poter rendere strutturalmente virtuosi i nostri sistemi organizzativi politico - amministrativi semplicemente sfoltendoli per renderci organicamente competitivi riducendo effettivamente il più possibile le filiere ovunque in ogni ambito, livello e contesto; specialmente sul fronte burocratico per iniettare quella virtuosa concorrenza indispensabile a renderci competitivi. Pertanto, non possiamo per volontà di una casta che ci ritroviamo sul groppone soprassedere e permetterci di lasciare sempre inalterate le cose rinunciando “indefessi” a questo rivoluzionario storico cambiamento di paradigma di sempre più prossima “asintote” portata! Pertanto, anche gli ambiti politico-amministrativi, per “isometria” e confluenza dovrebbero adeguarsi a quanto già sta copiosamente accadendo nel mercato che grazie alla pervasività delle suddette nuove tecnologie riesce a sempre più ridurre le proprie filiere organizzative incrementando ad abbassando sempre più i gap dissipativi delle dissonanze e delle discrasie! Quindi, serve un autentico salto di qualità per tuffarci nella full immersion della propensione all’eccellenza sistemica incrementale anche per l’ambito politico amministrativo! Un’inderogabile necessità imposta da quella sempre più vivida effervescenza che arde ormai, ad ogni latitudine… La pervasiva “risoluta” fioritura dei gelsomini tende ormai contaminare irreversibilmente il mondo nella sua interezza e continuerà a farlo contribuendo a far scoppiare tutti quei bubboni e palese incongruenza che tuttora si frappongo concorrendo a render più fisiologici i processi democratici. Pertanto serve dar modo a lasciar germogliare quelle compresse latenti aspirazioni e contribuire a svecchiarci ovunque, per uscire dal torpore di una siffatta anacronistica obsolescenza che ci blocca ed occulte ogni divenire! Appunto, la necessità d’arrivare a nuove strutturali articolazioni anche per l’ambito elettoral-istituzionale si rende sempre più incombente in quanto, dovremmo essere stufi di aspettare quei cambiamenti che la casta- politica c’ha più volte promesso e mai realizzato: dalla riduzione del numero dei parlamentari alla riduzione della pressione fiscale che or ora, si protrae ben oltre un 44%! Pertanto, urge abbattere i costi della politica ed inizializzare un’autentica liberalizzazione rispetto ad ogni mancato provvedimento che ci soffoca ed attanaglia rispetto ad ogni altro paese dell’€urozone! Dove, la casta anziché ridurre i costi di pletoriche filiere e/o nei vari risvolti e nicchie di anacronistiche autoreferenzialità vedonsi di P. Ichino: l’eredità dei partiti defunti! Cosicché anziché eliminare come promesso le province si tende a frapporre sempre nuovi livelli e divisorie nei confronti dei cittadini, utenti… facendo proliferare sempre nuovi apparati burocratici sia nel macro nel meso che nel micro per accelerare così per PIGS’ coerenza il rischio di default analogo alla Grecia sotto la paternità di un anacronistico Porcellum come modello elettorale non potrebbe che essere costante tale rischioo!? Giacché un siffatto governo non pago delle palesi incongruenze in regime di crisi, s’appresta ad espandere ulteriormente ed a diversamente dislocare sul territorio nazionale nuovi ministeri implementandoli e/o “paventandoli territorialmente a reticolo” e continuando con sottosegretari “a go go” per espandere un già stracotto governativo sempre più inciucciato ribaltone confermatosi irremovibile sistema di casta! Come quanto in altrettanto anacronistico si dimostra esserlo a sistema in Trentino dato dall’introduzione delle comunità di valle pur essendo stati al riguardo dichiarati a suo tempo, fuori legge i comprensori. Ciononostante si rischiano ovunque i richiami al default Moody’s alla faccia di una sempre più mordente palpabile crisi! Segno che la casta è più forte, pervasiva e multi color le vicende di “Mr. Bisignani” lo attestano!? Palesemente dimostrato da quanto il sistema sia sganciato da ogni modalità autocorrettiva contribuisce a descriverlo anche dall’interrogazione parlamentare di P. Ichino sull’incredibile “EREDITÀ DEI PARTITI DEFUNTI” - assorbiti http://www.pietroichino.it/?p=15278 Giacché imperterrita continua ad oltranza in un siffatto cinico anacronistico modo ad espandersi come un’autentica ameba per meglio ingrossare ed ingrassare la plutocrazia in un’autentica “Potteriana never ending story!” che ci porterà sempre più velocemente al collasso! Quando urgerebbe invertirne velocemente la rotta giacché questo demenziale trend viene giocato a totale scapito del welfare una tirannide che fa cassa in continuazione posticipando i pensionamenti per favorire un’anacronistica casta altrettanto inciucciata con un disdicevole arrogante globale militarismo proteso a giocare ai soldatini combattendo in sconosciute lande lontane basandosi su effimere giustificazioni del credere di poter esportare la democrazia! Quando la propensione… dovrebbe essere la ricerca della pace e la tutela contro le sempre più frequenti catastrofi naturali che intrinsecamente con il cambiamento climatico e l’aumento della popolazione saranno sempre più purtroppo repentine e disastrose! Pertanto, servirebbe muoverci e darci da fare su tutti i fronti rivendicando sicurezza nel futuro anche per i nostri figli rendendoci conto anche che siamo già stati cacciati dal paradiso e che di terre ce ne rimane una sola!? Questo dovrebbe valere anche per i più atei devoti! Allora, appunto, anche nei referendum oltre all’eliminarne il quorum serve pretendere introdurre il referendum propositivo aspirazione ascritta ancora negli anni 80, urge iniettare maggiore competitività nell’ambito della politica in modo da contrastare quella solita indulgente inamovibile, assolutista, autonominantesi gerontocrazia, stravecchia nichilista ed inciucciata, che costituisce una casta in totale consunzione propositiva tendente meramente a sempre più auto riprodursi in modo cinico familista e nepotista. Quindi oltre che ad aggiornare i referendum serve rendere completi i meccanismi elettorali adottando un integro sistema “a bipolarismo aperto” quanto col SEMIALTERNO si propugna! Sistema che strutturandosi su una base proporzionale verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Poiché, sempre più assurdo risulta continuare a conservare una siffatta anacronistica legge “Porcata” che costringe gli elettori a votare una lista bloccata giacché quando applicata in modo pedissequo ha già dimostrato per ben due consecutive volte d’essere intrinsecamente fallimentare allo scopo essendo un modello filo maggioritario forzoso riproduttore maggioranze elettorali numericamente consistenti ma che si squagliano all’atto governativo!? Allora, insensato risulta continuare a sperimentare l’inconsistenza e metterla alla prova senza volerne capire la sua strutturale inconsistenza ed incoerenza di un siffatto testardo procedere quando alcun mezzo se strutturalmente zoppo mai, potrà reggere l’equilibrio girando su una ripetitiva pedissequa dinamica o solo centrifuga o solo centripeta ancora più quando esso stesso si dimostra essere strutturalmente monco sotto il profilo centrifugo oppure quello centripeto questo è quanto dimostrano essere i modelli attualmente in dotazione perfino la Gran Bretania ce lo sta dimostrando, così come, la California per il modo più efficace “up to date” d’indire e gestire “a bipolarismo aperto”: le primarie! Questioni che si dovrebbe semplicemente evincere da un excursus storico senza scomodare A. Lijphart giacché per entropia tutti i modelli or ora presenti ad ogni latitudine prima o poi come dimostrato collassare esplodendo o per consunzione implodendo! Pertanto, urge provvedere a strutturalmente correggerli alla luce ed in ragione del maggiore dinamismo elevato dall’introduzione delle nuove tecnologie ed internet che aumentando le sollecitazioni reclamano su molti fronti soluzioni attraverso meccanismi multi-plasmo elastico adattive “a bipolarismo aperto” con enucleata autocorrezione, quanto in ultima analisi il sistema SEMIALTERNO propugna! Specialmente oggigiorno, giunti nell’era degli accessi, dell’informazione, non possiamo continuare a restare succubi peregrini di obsoleti pasticciati modelli intrinsecamente zoppi, monchi, parziali, limitanti e limitanti per poi, venir confezionati dai soliti mazzieri di turno che ci propinano gli stessi modelli in continuazione a seguito d’anacronistici “pit stop” per cambiare ogniqualvolta al meccanismo elettorale la solita percentuale d’induzione da centripeta e centrifuga o viceversa ma, badando prioritariamente di mai rischiare di completarli quanto il SEMIALTERNO imporrebbe risolvere ovviando così a quei soliti anacronistici pit-stop fatti d’infruttuose bicamerali e resi sterili referendum quando l’insita ciclica ricorsività che il sistema SEMIALTERNO enuclea necessaria ed indispensabile a mantenersi in equilibrio “centrifugo/centripeto” definitivamente risolverebbe! Rispetto a quanto ci ritroviamo in dotazione frutto di statuizioni formalmente corrette e sempre più corrotte aspetto, elevato ancora da Weber giacché modelli parziali che mai potranno reggere a vecchie e nuove prossimità quanto una siffatta liquida nuova realtà impone Baumann! Allora, sempre più diabolico sarà volersi far propinare dalla casta quel suo solito famigerato gioco dell’oca fatto di quegli usuali copioni che prefigurano consueti pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare e/o scambiarsi sempre gli stessi anacronistici incompleti meccanismi elettorali. Modalità con la quale la casta cinicamente continuerà ad allettarsi se non ci si indignerà con dovizia contro quanto ormai, ad ogni latitudine, permane invariato; essendo più che assodato che alcun poter si autolimita! La casta sostanzialmente tenderà mantenere i modelli elettorali incompleti ovvero, inequivocabilmente transitivi per rendersi come casta politica sempre più intransitiva! Un’autoreferenzialità che prefigura farci ricadere in un autentico nuovo epocale assolutismo se non si invertirà la rotta! Quindi, inutile sarà piangersi addosso evocando l’analogia con la caduta dell’impero romano come taluno acclama, quando chi è causa del suo mal dovrebbe piangere se stesso! Urge semplicemente riflettere e ponderare per decidere al meglio un futuro più condiviso e partecipato non preconfezionato dal prossimo improvvisatore od incantatore mantenuto grazie a siffatti anacronistici obsoleti modelli elettorali! Allora, sarebbe opportuno finirla di farsi preda della solita frenesia fatta di continui suddetti insulsi compulsivi cambiamenti -“pit-stops”- che ci fanno in modo schizofrenico percorrere a ritroso la storia specialmente per le questioni elettorali continuiamo a doppiare le stesse ibride caselle; dalle filo Proporzionali a quelle filo Maggioritari e/o viceversa senza considerarne il fatto che per complementarietà l’una induzione centrifuga –Proporzionale non può che per complementarietà coniugarsi nell’altra sua integrativa centripeta Maggioritaria e, viceversa! Questo è quanto si propugna col sistema SEMIALTERNO per dare un assetto equilibrato al dispositivo stesso sul versante elettoral-istituzionale al nostro sistema parlamentare! Essendo appunto, il sistema SEMIALTERNO strutturato su una base proporzionale che verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale. Pertanto, or giunti nel terzo millennio non possiamo rimanere ostaggio di quel solito perverso gioco dell’oca che la casta in modo più o meno bipartisan o poli - partisan (Bisignani!?) integerrima, cinicamente continua a propinarci fatto di usuali copioni che prefigurano consueti pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare o ricambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali variando ogniqualvolta soltanto la percentuale di quanto maggioritario rispetto al proporzionale e/o viceversa. Modalità con la quale la casta s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ed inequivocabilmente transitivi per rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva! Ovvero instaurare l’autoreferenzialità quale nuovo epocale assolutismo travestito da una cinica retorica democratica!? Quale gattopardesco criterio che ormai sta invadendo tutti i campi dimostrato dalla facilità con la quale sia possibile sempre più cambiare nome agli stessi partiti del farli o rifarli alla volubilità personale di qualsivoglia e/o manipolarli come un “pongo” ovunque e comunque perfino dal predellino! Pertanto disdicevole “indigandos” dovrebbe risultare di poterci lasciare strapazzare da modelli elettorali ibridi misti incompleti limitati e limitanti che la casta continua a propinarci per continuare a mantenersi in auge con siffatti privilegi frutto di azzeccagarbugli – sgrovigliati modelli elettorali riproduttori della solita inconcludenza sistemica quanto appunto, risulta riprodurre l’attuale Porcellum come lo era stato il suo precedente omologo Mattarellum. Così facendo continueremo ad ulteriormente ritrovarci nelle peste ed impaludandarci sempre più, in quanto da decenni restiamo impantanati ed in continua regressione rispetto ad ogni altro principale paese dell’€urozone. Bensì in preda ad una gattopardesca frenesia fatta di continui insulsi cambiamenti per farci in schizofrenia percorrere gli stessi tragitti giacché ci vede doppiare in continuazione le stesse caselle dai filo Proporzionali ai filo Maggioritari modelli e viceversa e/o sprofondare con gli ibridi misti modelli (quello ungherese compreso!) rimaneggiati per impaludarci sempre più di prima per imprigionarci nello stesso guado dell’inconcludenza sistemica rispetto a quanto il SEMIALTERNO permetterebbe riscattarci da un siffatto oscurantistico sistema! Giacché gli usuali modelli elettorali sono semplicemente riproduttori d’autentiche perverse aggregazioni elettorali meramente funzionali ai soli fini e scopi speculativi elettorali di parte dove appunto, nonostante i tanti cambiamenti si dimostrano sempre più incapaci di riprodurre autentica concorrenza dando effetti governativi meramente gattopardeschi del voler mantenere inalterate le cose favorendo la solita autoreferenzialità della casta estesa agli “assorbiti del’93” Giacché un siffatto mantenuto procedere ci trasforma sostanzialmente in autentici “cittadini pendolari” permanentemente sbattuti nelle stesse caselle sempre più storditi da un siffatto procedere di cambi e ricambi del modello elettorale dal più al meno ibrido e/o misto mantenuto per esaltare al massimo la casta che ha reso sterile ormai ogni partito sempre più effimero inconsistente data la volatilità raggiunta per così continuare a lasciare meglio giocare più liberamente il solito manipolo di inamovibili “mazzieri a regime a cavalco” in modo tale da così ancor più lasciare nuotare nei suoi privilegi ed a completo regime la solita intrepida nomenklata gerontocrazia! Casta che continua a presentarsi con i soliti intramontabili personaggi intrepidi camaleonti in continuativo trasformismo dove oltre a permettersi di continuare a cambiare il nome ai loro stessi partiti… si permettono “volutamente” di stravolgere ogni categoria aumentandone ulteriormente la già alta Babele – un ambaradam – mantenuto di proposito per così innalzarsi ulteriormente la posta in gioco! Perché, il politico immerso in un siffatto modello avendo drenato ogni autentica concorrenza specialmente quando ricorrere ad introdurre una soglia concede ancor più potere al politico trasformandolo in un autentico mazziere della situazione giacché può cosi sempre più comodante continuare a menare e rimenare il can per l’aia! Giacché la mancanza di concorrenza sen’altro non lo impegnerà a prodigarsi a risolvere i problemi e ricercare di ritagliare per benchmark comparazione soluzioni più pertinenti attingendo a quanto già il compendio mondiale – concede! Il fatto stesso dell’esistenza di più modelli elettorali intrinsecamente ne dimostra la sua perfettibilità del mettere a punto e ritagliarci un sistema elettorale integro e completo quanto una siffatta istantanea ed accelerata realtà sempre più reclama e pretende! Lo stesso varrebbe per ricercare e/o ricavarne altrettante vivide soluzioni più appropriate tali da rendere nel complesso il nostro Belpaese competitivo glocalmente! Un autentico completo sistema quanto il SEMIALTERNO si rende indispensabile giacché fondamentale oggigiorno risulta disporre di un filtro-carburatore elettorale completo per portare in asintote incrementale maturità la nostra democrazia. Questione che si rende sempre più improrogabile essendo stata perfino richiamata dal nostro Presidente quando in visita in Medio Oriente, essendo questo un aspetto irrinunciabile d’acquisire per ogni sistema paese che dir si voglia al fine di potersi rendere funzionale e competitivo; in ultima analisi: maturo! Pertanto, sempre più assurdo risulterà continuare con siffatta improprio schizofrenico e viziato (vitalizio) “pendolio” stravolti da un autentico famigerato gioco dell’oca che ci lasciamo supinamente propinare fatto di quegli assurdi pit-stop da quel solito politico/partito di turno che in modo sconnesso ed inopportuno ci assesta quando implicitamente (e mainstream confluenza) Maggioritario e Proporzionale risultano essere degli autentici poli di quel completo sistema insito nella realtà delle cose (quanto un aureo rapporto?!) che in modo latente si trascina sin dall’ateniese concepimento della democrazia in quanto, i prototipi filo Maggioritari determinano un’induzione governativa centripeta essendo incentrati sulla governabilità e centrifuga quelli filo Proporzionali essendo incardinati sulla rappresentatività. Pertanto, solo quando verranno organicamente assorbiti ed articolati potranno divenire un autentico completo sistema! Allora, inscindibili risulta doverli per reciproca complementarietà assemblare per mainstream confluenza ed assorbire per generarne un autentico sistema quanto il SEMIALTERNO propugna! Allora, per non collassare sarebbe opportuno velocemente cambiare registro, sparito, diversamente così continuando mai ci si potrà attendere risultati equilibrati, virtuosi rispetto a quando ad ogni latitudine la realtà pretende sistemi aperti per ingenerare quella necessaria strutturale concorrenza indispensabile ad ogni fisiologico “buon vivere”! Quella che trasuda ovunque quale esigenza per risolvere vecchie e nuove esigenze che la prossimità impone per risultare competitivi! Appunto, anche le questioni elettorali hanno le loro ragioni per nuove ed inedite soluzioni e già i Britannici quanto i Californiani ce lo stanno dimostrando!? Giacché il governo Cameron - una coalizione di Conservatori e Liberal Democratici con Gladd - ha avuto il coraggio di mettere all’ordine del giorno il cambiamento di una delle più classiche leggi elettorali quella del Westminster maggioritario all’uninominale per proporre prossimamente il Proporzionale! Questione che ci dovrebbe fare ulteriormente riflettere sull’implicita complementarietà di questi due (considerati autonomi) modelli che una siffatta accelerazione della realtà impone per mainstream assemblare adeguatamente! Questo dovrebbe rappresenta il materiale per gli “indignados” d’ogni latitudine per non continuare a farsi prendere per il naso! Giacché senza strutturali aggiornamenti, sempre più difficile sarà poter affrontare qualsivoglia nuovo scenario in quanto stravolto dalla “fattasi” endemica depressione economica frutto di altrettante vituperate creatività delle finanza che nulla lascierà come prima ed agirà profondamente sui connotati dell’economia, del mercato, del lavoro e della società medesima… un paesaggio sociologico, antropologico che inciderà per il futuro ci richiamano implicitamente a dover adottare nuovi paradigmi! Global i-cloud type?! L’imponente realtà non ci permetterà più di venir considerati pargoli di una democrazia paternalistico discente del compassato “ingreggiati come armenti dalle solite infatuazioni del supposto Karismatico di turno”! L’assordante fracasso riprodotto dal crollato del muro dell’89 congiunto dalla sempre maggiore pervasività che le nuove tecnologie ed internet permettono stanno ulteriormente squartando il pandora box incurvando tutto sulla nuda realtà giacché tutto abbisogna rendersi chiaro e trasparente per rilevare sempre più le incongruenze in esercizio e per proiettarci, volenti e nolenti, in un nuovo mondo di pensare: paradigma! Appunto, si reclamano nuove narrazioni per disegnare inequivocabilmente nuovi stati nascenti! Da cui l’esigenza di dotarsi di sistemi elettorali più aperti e fisiologici e pertinenti, principalmente senza soglia per ingenerare quel effettiva autentica concorrenza che la realtà acclama! Appunto, essendosi riprodotto un diverso scenario il tutto reclama strutturali adeguamenti attraverso inedite soluzioni anche per i meccanismi elettorali, esigenza che ormai pulsa con intensa effervescenza ovunque tale far sempre più barcollare ogni incancrenita obsolescenza presente. La dimostrazione e nei fatti che la storia sta galoppando nella cronaca e rendendo il mondo sempre più piccolo e ritaglia sempre più spazio al vecchio obsoleto per ergere il nuovo inedito efficiente! Giacché l’obsolescenza non può più reggere i ritmi impressi da una siffatta accelerazione che reclama “new normal deal” per rispondere a vecchie e sempre nuove sollecitazioni sia sul fronte del mercato quanto delle democrazia che essendo facce delle medesima medaglia reclamano reciproche sintonizzazioni a “dimensioni concorrenziali aperta! Quanto col sistema SEMIALTERNO si va proponendo che grazia alla sua intrinseca articolazione dinamica adattiva permetterebbe d’auto correggersi e rendere il nostro Belpaese un vero Sistema Paese aperto a più pervasiva concorrenza sin dalle sue front line! Al riguardo lo hanno dimostrato i Britannici che si muovono buttando all‘aria il loro, considerato fino a ieri insuperabile classico modello Westminster - Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale. Quel Proporzionale che noi abbiamo “caualmente” abbandonato con la Prima Repubblica!? Così come i Californiani per le primarie stanno buttando avanti la palla della democrazia giacché con l’acquisizione referendaria propositiva della “proposition 14”: ulteriore autentico esempio di bipolarismo concorrenziale aperto a livello collegiale; sparigliano perfino i modelli presidenziali! Giacché con la loro soluzione “Top Two” alle primarie liberalizzare a tutto tondo e a tutto campo tutti gli accessi opzionali estendendo l’opportunità del contendere a tutto il potenziale delle conformazioni politiche presenti nel collegio dopo di ché, i primi due proposti “top two” che risulteranno i primi potranno definitivamente competere elettoralmente e contendersi effettivamente la rappresentanza! Inoltre, altra interessante opzione d’aggiungere sarebbe quella del “write in” come già accade negli USA, questo al fine di mantenere alto il tasso di contendibilità ed il più possibile aperta la concorrenza un eccellente modo per mitigare/contrastare e/o dissipare la pressione partitica sui candidati! Soluzione che si concretizza semplicemente nella possibilità da parte dell’elettore di poter scrivere direttamente sulla scheda elettorale il nominativo di persone di qualsivoglia (elettore passivo) anche se non presente nelle liste elettorali. Questo insieme di opportunità a reciproco scavalco fungono da integratori per addivenire ad un sistema elettorale nel suo complesso del genere plasmo elastico flessibile adattivo quanto la realtà del nostro tempo reclama dove appunto tutto possa contribuire ad essere incurvato in favore dell’elettorato e non viceversa ovvero che rafforzi ulteriormente la deterrenza dell’elettorato passivo di casta! Proprio perché il voto del 13 giugno rappresenterebbe “il futuro che d'un tratto irrompe” ovvero che l’ondata d’innovazioni che le nuove tecnologie ed internet hanno introdotto reclamano su ogni fronte più pertinenti equilibrati adeguamenti per agevolare il cambio di pardigma… si può condividere che “il popolo è uscito dai dogmi!?” una maturità per una nuova voglia di decidere “possibilmente”: senza filtri, senza mediazione, senza delegare alcuna scelta di mediazione di partito. Pertanto, anche l’assetto elettoral-istituzionale non può esimersi e si dovrà aggiornare per poter meglio rispondere a vecchie e nuove istanze che le prossimità impongono data l’accelerazione impressa da una siffatta realtà. E’ pertanto che si propone introdurre una serie di rimodulazioni, al fine di equilibrare anche i meccanismi del dispositivo elettorale per ingenerare una maggiore virtuosa più fisiologica concorrenza indispensabile a poter meglio dissipare viziose derive speculative autoreferenziali e/o rischi autoritari e corporative deterrenze! Pertanto si propone introdurre • 1- un meccanismo elettorale completo quanto col sistema SEMIALTERNO si propone. Sistema il SEMIALTERNO che strutturandosi su una base proporzionale verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Questa innovativa articolazione serve per iniettare/ingenerare competitività e contestualmente riequilibrare l’insieme sotto il profilo induttivo: “centripeto/centrifugo” e per massimizzare governabilità, rappresentatività ed economicità gestionale. Il SEMIALTERNO rappresenta una conseguente soluzione per incamminarci verso un sistema capace d’implementare democraticità ed una responsabile sussidiarietà! Qualità queste, indispensabili per rendere sempre più matura la “nostra” democrazia e per poter evolvere verso l’implementazione dell’eccellenza! Giacché nessun sistema democratico può reggersi e/o proceder spedito se risulta strutturalmente zoppo sin dai suo meccanismi delle front line - ingressi! Specialmente quando tende recidere i rapporti fra elettore ed eletto come sta accadendo con l’attuale “porcellum” che concede un enorme strapotere ai soliti inamovibili tenutari di partito contribuendo a togliere autorità e prestigio al Parlamento. Benché la Costituzione all’art. 49 autorizza a concorrere con metodo democratico alla politica nazionale… associandosi in partiti ma, senza creare monopoli da esercitare in solitudine!? Pertanto, servono aggiornamenti per poter arginare il nepotismo, il familismo di una siffatta gerontocratica inamovibile casta! • 2- istituzionalizzare le primarie in modo aperto alla “TOP TWO” californiana; • 3 – aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale; • 4 – eliminare il quorum ai referendum; • 5 – introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!? • Iniettare concorrenza si rende di per sé necessario al fine d’aumentare la già scarsa produttività che langue sul fronte politico-amministrativo. Un passaggio che si rende indifferibile attivare e per legittimare i rapporti fra l’elettorato attivo a quello passivo legandone il rapporto in modo più coerentemente al mandato elettorale ricevuto dai rappresentanti … al di là delle prerogative che l’articolo 67 concede ad ogni membro del Parlamento “d’esercitare le su funzioni senza alcun vincolo al mandato”. Come controbilanciamento servirebbe anche qui, l’istituto del “recall” per equilibrane i rapporti al fine di ovviare a quei numerosi cambi di casacca che ad ogni legislatura si presentano. Quando un minimo di reputazione dovrebbe implicare implicitamente innanzitutto le dimissioni?! Poiché il voltagabbana lede innanzitutto quel atto di lealtà che, il candidato ha stretto nei confronti dell’elettorato e con il partito d’appartenenza quanto col leader del partito stesso! Lealtà, in linea di massima, che si renderebbe necessaria mantenere ai fini d’un buon funzionamento di qualsiasi sistema, quale indispensabile criterio per poter ottenere coerenti soluzioni e risposte alle istanze espresse dall’elettorato attivo senza doversi richiamare al “mandato imperativo” dei Parlamenti a regime feudale. Pertanto, “snobbare-disconoscere” il mandato ricevuto significa cullarsi/rifugiarsi cinicamente nell’autoreferenzialità di casta e disconoscere la propria identità!? Urgono dei contro bilanciamenti pertanto oltre che ai referendum senza quorum e quello propositivo compreso per dar modo agli elettori di esprimersi su testi normativi e poter contrastare l’attuale straripamento della casta sarebbe opportuno introdurre anche l’istituto del “recall” analogo a quel ateniese “sano” ostracismo istituito per contrastare le tirannidi! Tutti i suddetti elementi rappresentano degli induttori al fine di attivare quell’autentico sistema elettoral-istituzionale più plasmo elastico flessibile pronto con quelli antidoti atti a contribuire a contrastare ogni inerziale tirannia per mantenere in equilibrio sotto i vari profili, indispensabili per contrastare e dissipare sul nascere eventuali derive autoritarie! Ovviamente, il tutto non disgiunto da quanto si renderebbe necessario introdurre per implementarne l’efficacia d’insieme, rappresentato dalle tante promesse, istanze espresse e dei buoni propositi perennemente elencati in ogni campagna elettorale dalla casta e sempre rimandati che da decenni s’era promessa assolvere ma, che tuttora rimangono inevasi: • Riequilibrare i rapporti sulla fiscalità dei percettori rispetto ai produttori – ridurre le tasse; • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49. • Riconoscere più specificità funzionale alle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale; • Rendere improrogabile (al di là degli atteggiamenti dei tacchini a Natale!) una concreta riduzione del pletorico numero dei Parlamentari (max a 100 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista inciucciata bozza Violante… uno schema che umilia il tanto vantato italico Europeismo!? Quando l’overdose di politici ferisce la democrazia L. Verzichelli. In quanto basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento Europeo le direttive, le normative lì deliberate senza frenarne e/o contrastare con la solita “nostrana plutocratica retorica” giacché i legiferati a “Strasburgo” “abbondano” e non recepirli significa finire come usualmente accade nelle solite ammende! Pertanto, una netta riduzione dei Parlamentari dimostrerebbe di per sé una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione a-castale! • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici comunità di valle comprese; • Eliminare innanzitutto la possibilità delle candidature multiple dove il capolista decida di poter optare a suo piacimento farsi eleggere in un collegio rispetto ad un altro e viceversa; • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali “a filiera corta” si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo?! Quindi, in ultima analisi sarebbe opportuno velocemente rilevare e riconoscere tutti quelle lacune che se non riparate ci manterranno eternamente prigionieri dei nostrani creativi “dead lock” - “cul de sac” nei quali più o meno volutamente ci siamo cacciati e ci potremmo restare per “lock in imprinting e/o d’altro vario condizionamento” ricacciarci. Allora, prima di procedere a decidere sarebbe utile di umilmente iniziare a ricercare più radicali, organiche, complete, equilibrate sostanziali soluzioni più appropriate e non parziali od azzoppate per rispondere alle esigenze dei nostri tempi come precedentemente esposto! Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a poterci riscattare da ancoraggi condizionatnti. E l’italico imprinting sotto il profilo socio-politico ne resta un’endogena conosciuta caratterizzazione date le varie costanti storiche ricorsività che la casta perora dal paternalismo discente alla fattasi sistematica cooptazione non disgiunta da un famelico nepotismo ed non ultimo un endemico familismo, che rischia di farci prigionieri in ottusi compiacimenti plebiscitari che potrebbero innestare commendevoli derive autoritarie, ecc. Pertanto, indifferibile risulterebbe poter ricomporre i rapporti remunerativi iniziando col ridurre i lauti appannaggi dei nostrani italici politici che risultano esosamente fuori ogni criterio rispetto ad ogni media “Parlamentare dell’€urozone” così come si rende indispensabile riequilibrare l’eccessivo divario retributivo che intercorre fra i dirigenti rispetto ed ogni suo comune operatore giacché allucinante risulta che tale rapporto possa arrivare talora a ben mille (1.000) volte superiore così come sarebbe opportuno ovviare ad altre palesi e diverse incongruenze che le cronache quotidianamente ci rilevano! Quindi, urgono aggiornamenti per non sopperire mettendosi fuorigioco dallo stesso compendio mondiale! L’effetto Marchionni! Docet!? Serve “incondizionatamente” rivolgersi a sistemi più organicamente completi sia per i meccanismi elettorali per permettere di chiudere in modo compiuto quel assiomatico ciclo induttivo: “centripeto – centrifugo” attraverso una intrinseca completa articolazione quanto il SEMIALTERNO avviluppa e sviluppa per poter implementare nello spazio tempo virtuosa qualità- democraticità! Serve semplicemente articolare quelle suddette formalmente distinte induzioni in modalità complementare per renderne governativi effetti virtuosi tali da permetterne soluzioni all’intera sua gamma potenziale espressiva in modo innovativo quanto in un certo qual modo lo esprimerebbe per totalità di percorrenza l’omologa semplice soluzione rappresentata da quel nastro di Moebius! http://it.wikipedia.org/wiki/Nastro_di_M%C3%B6bius Urge darsi da fare per completare le omissioni su molti altri fronti e versanti! Pertanto, dovremmo prodigarci affinché l’incancrenirsi delle cose non continui a riprodurre le anacronistiche solite gattopardesche soluzioni che ci mantengono abbindolati dalla solita obsolescenza dove un manipolo di politici ci mantiene in continua scacco! Allora, non possiamo continuare a permettere loro di redigersi bloccate liste elettorali per nominare un intero bicamerale pletorico Parlamento! Imperoché, i Britannici stanno percorrendo il medesimo nostro tracciato ma in modo più accelerato sia pur in senso contrario rispetto al nostro contradditorio galleggiante incedere che ci vede da decenni impantanati ed in preda a continui insulsi cambiamenti nel percorrere gli stessi tragitti doppiando in continuazione le stesse caselle dal Proporzionale al Maggioritario e viceversa per rimanerci sempre più impaludati di prima nello stesso guado. Ci restiamo in continuazione prigionieri senza mai renderci conto dell’implicita complementarietà di questi “formalmente antipodi” modelli quando in ultima analisi risultano essere delle semplici complementari articolazioni di quel latente sistema SEMIALTERNO insito nella storia che, ineludibilmente sottotraccia si perpetua, sin dai più remoti tempi dalla stessa concezione ateniese della democrazia! Giacché come understatement, si perpetua comunque in modalità non ancora codificato questo facilmente desumibile dall’evolversi e svilupparsi delle cose giacché chi ha in applicazione un modello proporzionale tende correggersi approdando ad un maggioritario invece, chi ha in applicazione un maggioritario si muove in modo contrario verso il proporzionale (i Britannici! Da cui ne deriva la sua SEMIALTERNA implica risposta!) Quando come accennato, per rendere definitivamente completo il sistema elettorale inderogabilmente si dovrebbe conseguentemente codificare il sistema elettorale secondo quanto si propone col SEMIALTERNO! Sistema che disciplina entrambe le indizioni: “centripeta – centrifuga” come ineludibilmente in modo latente si perpetuano di per sè nello spazio tempo. Serve un indifferibile salto di qualità indispensabile per riscattarsi dall’obsolescenza nella quale la casta tenderebbe ed intenderebbe mantenerci eternamente schiavi! Serve il coraggio d’un’epocale rivoluzione concettuale anche sul versante elettorale per riscattarci dall’obsolescenza ed approdare a nuove inedite soluzioni! Giacché solo affinando quanto in dotazione ci si potrà affrancare dallo stantio e per “start up” ingenerare un autentico bipolarismo concorrenziale aperto plasmo elastico dinamico flessibile adattivo! Appunto, gli stessi “conservatori Britannici” stanno dimostrandosi pragmatici ed in modo risoluto intendono intraprendere soluzioni Proporzionali quale evidente intrinseca esigenza sistemica di fisiologico equilibrio richiamato da quel minimo di memoria storica! In un certo qual modo la loro soluzione segue la tracia di quanto il SEMIALTERNO prefigura dopo un Maggioritario, l’equilibrio si riporta attraverso un Proporzionale ed inequivocabilmente viceversa non può che esserne l’intrinseca sua risposta! Appunto i Britannici dimostrano rifiutare i tanti arzigogolati inutili arabeschi proposti dal modello Australiani quanto da quello Ungherese giacché dopo testate scientifiche simulazioni le hanno scartate per l’intrinseca inaffidabilità deputandone così il loro “downgrading” avendole reputate soluzioni incompatibili per siffatti nostri cambiati tempi. Così come i Britannici comprovano di non voler alcunché emulare la nostrana italica “Odissea” elettorale; quella che ci sta trascinando da decenni senza alcuna soluzione elettorale se non quella che la nostrana gerontocrazia di casta propone! Per l’appunto i Britannici intendono afferrare la questione opportunamente per le corna e passano direttamente dal Maggioritario al Proporzionale. Quello che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica casualmente?! I Britannici lo intendono applicare senza indugi e senza impaludarsi come da decenni noi dimostriamo di fare restando prigionieri dell’inconsistenza sistemica schiavi di quelle solite “furbesche astute” gattopardesche soluzioni tese dalla casta innescate dai modelli ibridi limitati e limitanti che la nostrana casta continua a propinarci per mantenersi sull’onda con quanto dimostra esserlo l’attuale Porcellum analogo a quanto lo era il suo precedente Mattarellum ecc. Assorti ed assorbiti in quella Penelope tesa e ristesa tela… disorganica “never ending story”! Quando un sistema elettorale autenticamente concorrenziale dovrebbe, quando efficiente, ingenerare competitività tale da far sentire continuativamente il fiato dell’alternativa sul collo a chi siede al governo. Quindi, il Belpaese dovrebbe ritrovarsi con alternative governativamente funzionali ed efficienti per l’effettivo effetto concorrenziale ingenerato dal sistema elettorale senza attendersi la frollature di chi si trova al governo!? Irreversibilmente la i-rivoluzione è in corso anche sul versante elettoral-istituzionale quella innestata dall’invasione dalle sempre nuove tecnologie e da internet inevitabilmente sta portando al collasso le precedente certezza e, data l’accelerazione impressa per mainstream confluenza, porta in dissolvenza/assorbimento perfino la matrice democratica ottriata da quella rivoluzionaria, Si riproduce un incurvamento tale da far superare ogni limitante categorie… da cui l’esigenza d’inedite riformulazioni più organiche ed articolate rispetto al precedente intendere che protende sempre più per singolarità verso l’i-cloud! Anche per l’elettorale servono adottare meccanismi ingeneranti un autentico bipolarismo contendibile dinamico concorrenziale aperto serve riproduttore un’organica “naturale” fisiologia, quanto in ultima analisi, da ogni sistema ci si dovrebbe aspettare e pretendere per reputarlo autenticamente tale! Questo è quanto in sintesi il sistema SEMIALTERNO propugna per poter semplicemente massimizzare: governabilità, rappresentatività, economicità implementando responsabile sussidiarietà! Il sistema SEMIALTERNO “massimo comune denominatore” incarna quella comune assiomatica coniugazione insita/estrapolata dell’evolversi delle cose concettualmente nata da Atene e conseguente per effetto di processo evolutivo comparativo iniziato con A. Lijphart continua avvilupparsi in modo asintote oggigiorno anche con F. Fukuyama (“The Origins of political Order”) caratterizzandosi nelle varie e diverse epoche che si sono succedute nei vari passaggi e stadi evolutivi grazie a sempre nuove fluttuazioni nello spazio tempo sin dai più remoti tempi e che attualmente per mainstream global confluenza reclama i suddetti “new normal adeguamenti”! Solo ingenerando sistemica concorrenza, si potranno aprire e liberalizzare virtuose opportunità determinando conseguenti risoluzioni governative a vasta e più larga gamma ovvero sia di destra che di sinistra quanto di centro e/o quant’altra soluzione. Tutto questo frutto di un diverso assemblaggio delle suddette basilari induzioni che per indotta concorrenza potrà imprimere azioni governative più omogenee ed più efficienti applicando un più completo sistema quanto il SEMIALTERNO induce, rispetto alle limitatezze determinate da quei soliti vetusti tradizionali suddetti modelli: Maggioritari e/o Proporzionali od altrettanti loro ibridi misti al Porcellum compreso quanto lo sarebbe il “barocco” modello ungherese l’ultima gattopardesca “buttade” fuga per far intendere di voler cambiare tutto per poi, non cambiare mai niente! L’esigenza d’aggiornamento in tal senso, si dovrebbe evincere ormai da come ogni paese si sta muovendo nella compagine mondiale per benchmark comparazioni poter per meglio affinare i propri meccanismi elettorali e rendersi così strutturalmente plasmo, elastico, flessibile, adattivo in modo da risultare glocalmente più competitivo! La genesi e lo sviluppo dell’impellente crisi recessiva che ci assillando dovrebbe esserci d’insegnamento e permetterci di capire che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia giacché, sin dal suo ellenico concepimento, nell’”agorà” nel luogo, sulla piazza, entrambe: “democrazia e mercato” reciprocamente s’intrecciavano contestualmente date le contrattazioni del mercato che ivi, si svolgevano e alle discussioni che vi si scaturivano ne seguivano regole del mercato e regole della vita politica stabilendone costantemente i necessari equilibri per mantenerli in reciproca il più possibile perfetta sincronizzazione e sintonizzazione! Pertanto, come allora, ancor maggiormente oggigiorno vivendo un’autentica globalizzazione per mainstream confluenza ed induzione, inderogabilmente si richiamo ad una “i-cloud” sempre più attirata per new global rules, esigenza che si rende imprescindibile e sempre più indifferibile per poter prossimamente al meglio interagire senza farsi fregare dai soliti adepti-esperti creativi speculatori di parte, ma sarebbe opportuno definire opportunamente per potere assertivamente interscambiare idee, info, finanza, merci, servizi/prodotti, ecc. quale “global road map”per acquisire reciproco senso d’appartenenza “umana” e per bandire le guerre e neutralizzare ogni fanatismo e per doversi caricare di responsabilità dei problemi dell’umanità attanagliata sempre più dai disastri naturali ed artificiali quanto quotidianamente riportato dalle cronache! Questo è quanto l’elettorato s’attende per poter apertamente scegliere i propri rappresentanti politici in un libero concorrenziale contesto dove, un’opinione pubblica possa liberamente giudicare le politiche che vengono proposte le quali, potrebbero essere convergenti e/o divergenti a seconda delle circostanze – e quindi, risultare talora più statalistiche quanto più liberali tal’altre – purché comunque se ne possa sempre per sistemica SEMIALTERNA dinamica auto correggersi per massimizzare le libertà ed i diritti soggettivi dei cittadini! Tutto questo per non mortificarli come accade tuttora per effetto del voler applicare i suddetti limitati e limitanti modelli elettorali! Riproduttori di mera cattività! Allora per filogenetica isometria, si reclama improcrastinabilmente l’adozione d’adeguamenti a check and balance & feed back – accountability criterio, “up to date” a livello glocale. Sia nel micro, nel meso che nel macro non vi siano ridondanze, discrasie (eccessi di pluto burocratismo) ciò risulta indispensabile poterle superare acquisendo quelle indispensabili condivise - global legal rules set in a global i-cloud! Sarà assorbendo quanto le nuove tecnologie permetteranno poter affinare sempre più la macchina organizzativa politica per non lasciarla in pasto ai soliti speculatori di turno politico/partito e così giungere ed affinare autentiche inedite organiche regole tali da rendere indispensabile promuovere un virtuoso consenso volto ad infondere maggiore senso d’appartenenza! Adeguamenti affinché le libertà civili ed economiche possano effettivamente ripristinare l’opportunità di virtuosamente reciprocamente interagire ed intrecciarsi per meglio difenderci nei confronti delle insidie e dai radicalismi provenienti sia dall’esterno che dall’interno. Così come poter quanto meglio dissipare la viziosa inclinazione speculativa della corruzione interna/esterna di velate e veline così come poter proattivamente promuoversi per contrastare rischiose autoritarie autoreferenzialità ed attacchi di sempre nuovi “immanenti” despoti da cui l’esigenza di “no limits” preclusione alla creatività! Per l’appunto niente soglie! Giacché come asseriva J. Attali sempre più assurdo risulta continuare studiare sui libri di storia l’avvicendarsi di re e principi, le guerre, i grandi eventi politici, quando la vera storia dell’umanità, si decide e/o condiziona le sorti e lo stile di vita delle persone… sui mercati… dai derivati, dalle plusvalenze effetto dei giochi con caroselli finanziari?! Che sembrano tuttora restare inevasi!? Urge spezzare quel vizio autoreferenziale ed iniettare maggiore conoscenza competizione all’interno dell’elettoral-istituzionale specialmente in questo momento in quanto serve sopratutto abbassare anche il costo della politica! Diversamente, così continuando, la gerontocrazia ci stritolerà nelle sue spire ed inabisserà l’intero nostro Belpaese rubandoci sempre più ogni futuro rischiando di renderci dei semplici polli da batteria!? Allora, urge un’autentica “class action” di martellante indignazione! Giacché non occorre attendere vecchie e nuove rilevazioni di downgrading da parte di qualsivoglia agenzia di rating Standard & Poor or Moody's per renderci conto che così continuando la situazione non potrà più reggere in quanto la crisi si sta facendo purtroppo sempre più assillante e palpabile! Incombe la necessità di cambiare spartito per non sparire dal compendio mondiale! Serve avere il coraggio di dire basta a questa asfissiante burocrazia che ci imbarbarisce sempre più soffocandoci in sempre nuovi livelli d’intermediazione quando le nuove tecnologie e l’informatica dovrebbero con dovizia essere utilizzate per sfoltire la giungla burocratica ed introdurre filiere corte ovunque. Invece, perfino in Trentino, nonostante precedentemente siano stati considerati fuori legge i comprensori, si agisce in senso contrario, infeudando sempre più il nostro territorio con anacronistiche “comunità di valle” quando bastavano dei “semplici dinamici elastico-flessibili consorzi”: a scomparsa ovvero, progettati alla bisogna su specifici scopi e concretezze! Invece, si continua anticamente ad ingrossare ed ingrassare – infeudare con una mordente pluto burocrazia – di casta per ulteriormente ingessare ed imbalsamare la nostra realtà! Allora, come supporre di poter essere competitivi quanto i nuovi emergenti paesi che giocano innanzitutto, grazie alle nuove tecnologie alla continuativa riduzione delle loro strutturali filiere operative iniziando da quelle burocratiche! Come scervellarsi di poter risultare competitivi nei confronti di chi si ritrova con “2-due soli zaini” sulle spalle (locale e statale) rispetto a noi che anacronisticamente ci ritroviamo con sempre nuovi ricarichi essendo or giunti a ben 8-otto (livelli) zaini di ricarico che ci affliggono e comprimono! Questo considerando soltanto i livelli della sola piramide politico amministrativa che ci soverchia che partendo dalle elezioni circoscrizioni comunali ci porta fin su all’apice della piramide ad otto stadi con quelle europee!? Quando ovunque, la realtà reclamerebbe una ben più drastica riduzione delle filiere e dei livelli politico-amministrativi portandoli tendenziali a solo due: locale e generale affinché il sistema nel suo complesso risulti sostenibile e conseguentemente snello e non pletorico e mastodontico che ci precluda ed ingessa ogni movimento imprigionati in una siffatta anacronistica faraonica piramidale organizzazione politico-amministrativa! Così continuando illusorio sarà presentarsi competitivi… ineludibilmente, nel breve, non potrà che soffocarci per l’eccesso d’obesità strutturale raggiunta rispetto al contesto mondiale. Effetto ulteriormente amplificato ed indotto da un siffatto anacronistico e vizioso modello elettorale che ci fa collassare! Inutile richiedere di dover invertire la rotta. Quando dovremmo renderci conto che ovunque stanno ormai predendo piede modelli dinamici sostenibili leggeri che permettano di sempre più accelerare ogni prasse e processo tali da renderli celeri e virtuosi! Procedure che snelliscano quanto alla Kai Zen (ed alla Deming) si propugna! Pertanto anche per gli ambiti elettoral-istituzionali serve assumere protocolli procedurali tali incrementare ed implementare qualità-democraticità a tutto tondo ed a tutto campo quanto per isometria il SEMIALTERNO propugna! Allora, improrogabili, risulta doversi rendersi strutturalmente magri e snelli “elastico flessibili adattivi” come Sistema Paese iniziando dalle front line senza farsi ipnotizzare dalla solita gattopardesca melina elevata dalla casta per viziosamente farsi ancor più cullare cinicamente nei propri privilegi! Quindi, anacronistico supporre di pensare di poter continuare indefessi con assemblee plutocratiche e/o ridondanti (bicameralismo perfetto!?) quando da decenni la stessa classe politica se ne era fatta carico di ovviare nel merito! Ciononostante, l’istinto d’auto perpetuazione e proliferazione conservativa permane inscritto nel suo DNA alla casta indipendentemente, dalla posizione politica dei suoi membri giacché in bipartisan e/o “polipartisan” alcun potere si autolimita! L’estensione della mancanza di effettiva concorrenza lo si evince dalla collusione in corso palesemente rilevata ultimamente dal caso delle ramificazioni a scavalco alla “Bisignani” dove, la sua azione sembra aver penetrato ormai l’intero arco parlamentare!? Un gap che come Belpaese, purtroppo ci blocca e c’ingessa al compassato fermandoci al periodo “paleozoico” in un perenne autoreferenziali rapporto tipico paternalistico tempo di una inamovibile democrazia discente quella degli ingreggiati per imprinting condizionamento!? Quando dovremmo renderci conto che il muro dell’ibernazione è da tempo, crollato già con l’89! Ed or ora, l’effervescenza in corso oramai od agoni latitudine sta superando ogni cognizione perfino del “too big to fail”. La brezza della fioritura dei fiordalisi si sta sempre più caricando ad ogni latitudine per promuovere pervasivi miglioramenti e non anacronistiche “irreversibili” restaurazioni!? Imperoché non si può continuare incapsulati in un elefantiaco infantilismo indotto dai media! Giacché, sempre più assurdo, risulta dover morire d’obesità indotta da un siffatto sistema “porcellum” e quant’altra prossima innamovibile gerontocratica invenzione! Il tempo reclama su molti fronti adeguati aggiornamenti così come provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso e dilaghi l’autoreferenzialità. Urge rendere equilibrate e simmetriche le cose su tutti i fronti e versanti quanto il SEMIALTERNO enuclea e propugna per sintonizzarci ai tempi a quanto una moderna matura democrazia pretende. Democrazia che reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale. Questo si rende indispensabile per dissipare deterrenza, autoreferenzialità tesa ad ingenerare rischi autoritari!… Vizi rappresentati da assodati interessi corporativi e da quelle tendenze culturali che restano inclini alla bieca conservazione riproduttrice d’obsoleti stantii modi sterilizzati nel protendere semplificazione chiarezza e trasparenza. Urge il coraggio d’un balzo di qualità sistemica per poter ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori. Pertanto, essendo la democrazia un mezzo: abbisognerà che essa possa dotarsi di quei prerequisiti e meccanismi elettorali compresi completi ed equilibrati. Questo, al fine di aumentare sempre più efficienza ed efficacia, in quanto quando anche isuoi meccanismi costitutivi risulteranno allo scopo strutturalmente integri tanto più si renderanno sempre più capaci di poter riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto quanto il SEMIALTERNO propugna! Dove tutti coloro che la vorranno potranno attivamente cavalcare, vivere e condividere in modo democraticamente sistematicamente incrementale! L’idealtipo SEMIALTERNO sostanzialmente si sviluppa come di seguito: 1) Il SEMIALTERNO è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto giacché 2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia! Giacché fallace sarebbe supporre di poter risolvere la questione elettorale semplicisticamente introducendo una soglia al 4% o 5% e, pensare così di poter rendere più omogenee le coalizioni governative. Bisogna rendersi conto che ogni soglia abbassa il potenziale concorrenziale e di concrete alternative specialmente in Italia una soglia c’imbriglierebbe prigioni di quella solita gerontocrazia di casta; 3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (MAGGIORITARIA) anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio; 4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” ed ovviamente, non per quelle mandate con votazione al proporzionale; 5) Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”; 6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale dove quest’ultimo viene inteso come livello di riferimento di base. Comunque, lo stesso automatismo a richiamo alterno non si attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale ad induzione centrifuga, da considerarsi pertanto, più in sintonia al “logaritmo pervasivo del mercato”!? Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un governo attivo e si concluda secondo i suoi canonici 5 (cinque o diversamente) anni come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si rimette ad una nuova legislatura della stessa induzione - mandata al Proporzionale. Quindi, teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente! 7) Il SEMIALTERNO comunque, aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo - imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma, complementare rappresentato dall’induzione - centripeta delle mandate al “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” che incardina sulla governabilità! Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso in quanto si rimette all’insito strutturale suo auto correttivo automatismo competitivamente ingenerato ed indotto da quei complementari passaggi dal proporzionale al maggioritario e viceversa. Articolazione che permette d’ingenerare quel necessario virtuoso effetto rigenerativo di rettifica, quale meccanismo indispensabile a potersi così pragmaticamente ritagliare ogniqualvolta nel modo più appropriato ed adattivo possibile l’effettiva necessaria soglia autocorrettiva. Tutto questo si rende indispensabile a qualificare il SEMIALTERNO come idealtipo sistema completo, elastico flessibile, adattivo e coerente a quanto l’attuale cangiante realtà contestuale che una democrazia arrivata nell’era del post moderna pretende dai sistemi, per così poterci meglio sintonizzare a quanto una siffatta cangiante società pretende poterli accreditare e qualificarli per tali: sistemi completi e non ciarpame frutto di quelle suddette statuizioni formalmente corrette!? Non possiamo assistere ad un continuativo decadimento politico frutto dell’inadeguatezza dei sistemi politici in auge che per intrinseco “lock in” preferiscono far abdicare la politica per rimettersi alla guerra. Questo è purtroppo quanto tende in continuazione accadere ulteriore segno della mancanza di appropriato meglio strutturato sistema che proattivamente s’auto corregga ed auto aggiusti affinché si possano affrontare i cambiamenti che le prossimità le circostanze impongono. Pertanto, per “i-cluod” mainstream convergenza e confluenza urge richiamarsi come detto, ad una declinazione di ordine superiore “new normal deal - new normal global rules?!” In quanto come detto, Democrazia e Mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che in presenza di un’inconfutabile globalizzazione, per complementarietà entrambe debbono reciprocamente declinarsi sotto una nuova luce per rendersi nei rapporti sinergici e fisiologici quanto implicitamente una siffatta nuova realtà facendosi sempre più liquida reclama esigendo riformulazioni sotto i profili: antropologico, sociologico, economico ed ecologico! L’effervescenza d’addivenire a nuove declinazioni trasuda sempre più ovunque ed in ogni dove, desumibile dalle sollecitazioni e riflessioni attivate da Francis Fukuyama – “The origin of political order”- http://www.slate.com/id/2292546/ ad Edgar Morin - http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201001articoli/51238girata.asp, Amartya Sen -http://www.politicaresponsabile.it/temi/32/i-confini-della-liberta-economica.html, ecc. Giacché la sistematicità si rende un indispensabile MUST; da cui l’esigenza di approdare a nuove e più fisiologiche declinazioni quanto per l’aspetto elettorale il sistema SEMIALTERNO promuove quale imprescindibile adeguamento. Appunto, le società pluralistiche costringono le religioni a coesistere in prossimità. Conseguentemente l’integrazione oggi dovrebbe basarsi sui valori politici e condivisi, non su profonde credenze religiose culturali radicate ed integraliste.

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