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Omicidio Rea, Parolisi non risponde ai pm. Il fratello di Melania: "Delusione e rabbia"

Cronaca

Perugia, 24 giu. - (Adnkronos/Ign) - Si è avvalso della facoltà di non rispondere il caporal maggiore dell'esercito Salvatore Parolisi. Non ha risposto ai pm della Procura di Ascoli Piceno, Umberto Monti ed Ettore Picardi. E' comparso per la prima volta da indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea, la donna scomparsa il 18 aprile scorso da Colle San Marco, ad Ancona, e trovata uccisa due giorni dopo nel bosco delle Casermette, nel teramano.

"Siamo delusi e arrabbiati. Anche se è un suo diritto non rispondere ai pm, Salvatore doveva parlare: se voleva dare una mano a far luce su questo terribile omicidio doveva parlare" dice all'Adnkronos Michele Rea, il fratello di Melania. "Speravamo che Salvatore - ha detto ancora il fratello - con l'interrogatorio facesse chiarezza. I punti oscuri sono rimasti tali. Io e la mia famiglia aspettiamo che venga fatta giustizia e che si accerti la verita', tutta la verita'".

"Salvatore in questi ultimi due mesi ha risposto almeno a quaranta ore di domande - ha detto l'avvocato di Parolisi, Biscotti - . Abbiamo ritenuto oggi di avvalerci di uno strumento tecnico, di non rispondere perché si sarebbe trattato di raccontare quello che ha sempre detto fino ad ora. Quando avremo elementi meno fluidi sul capo di incolpazione saremo noi stessi a chiedere un nuovo interrogatorio".

E' tornato poi sull'indiscrezione riportata stamane da 'Il Messaggero', secondo cui Melania Rea sarebbe stata uccisa con una tecnica militare, in particolare usando l''assalto alla sentinella'."Non merita nemmeno commenti" ha detto all'Adnkronos il legale di Parolisi, l'avvocato Walter Biscotti

Secondo quanto riporta il quotidiano, nelle carte dell'autopsia effettuata sul corpo della donna, si legge che sarebbe stata messa a tacere con una mano sulla bocca, poi le sarebbe stata procurata una forte torsione del capo e successivamente sarebbe partita la prima delle 32 coltellate che le sono state inferte. Una tecnica militare chiamata in gergo 'assalto alla sentinella', perché utilizzata per neutralizzare gli uomini di guardia.

Ma per l'avvocato perugino che difende Parolisi, indagato per omicidio volontario aggravato, insieme al collega Nicodemo Gentile, l'indiscrezione sulla perizia autoptica del dottor Tagliabracci, non ha nessun valore.

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