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M.O.: famiglia Shalit accusa Netanyahu, si oppone ad accordo per liberazione

Esteri

Gerusalemme, 25 giu. - (Adnkronos) - A cinque anni esatti dal rapimento di Gilad Shalit, la famiglia del soldato israeliano accusa il primo ministro Benyamin Netanyahu di ostacolare la liberazione del ragazzo. Circa 350 persone hanno manifestato oggi davanti ad un monumento militare a Eshkol, nella regione del Negev, chiedendo al governo di accettare lo scambio con mille detenuti palestinesi chiesto da Hamas.

In una lettera indirizzata ai manifestanti, il nonno del soldato rapito, Zvi Shalit, ha affermato che il ministro della Difesa Ehud Barak gli ha detto di sostenere l'accordo con Hamas ma che "Netanyahu si oppone e non puo' essere persuaso del contrario". Secondo il nonno del ragazzo rapito, l'inazione di Netanyahu rischia pero' di minare il morale della nazione, facendo piu' danni che con il rilascio dei prigionieri. "Temo che Netanyahu aspetti di sentire, Dio non voglia, che Gilad non e' sopravvissuto alle condizioni di prigionia in modo da poter pagare un prezzo minore per il suo ritorno", ha aggiunto il nonno.

Shalit, che ha compiuto 24 anni l'estate scorsa, e' stato rapito in territorio israeliano il 25 giugno 2006 e da allora e' tenuto prigioniero nella Striscia di Gaza. Al momento da lui sono giunte solo tre lettere, un breve messaggio audio un anno dopo il sequestro, e un video diffuso nell'ottobre 2009. Hamas chiede la liberazione di mille detenuti palestinesi in cambio del suo rilascio, ma il governo Netanyahu si oppone a scarcerare persone responsabili di gravi attentati.

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