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**Notiziario Moda** (12)

Economia

(Adnkronos) - La moda, soprattutto quella maschile, non deve essere uno show fine a se stesso, un circo che contiene tutto e il contrario di tutto. Va bene l'ironia e l'eccentricita', ma la moda e' un'altra cosa. Parola di Giorgio Armani, che a conclusione della sfilata che ha mandato in scena la prima linea uomo per la P/E 2012, coglie l'occasione per togliersi piu' d'un sassolino dalle scarpe. "Non 'baracconiamo' l'uomo. E' un insulto verso il genere maschile" dice infatti, perche' "gli uomini si devono vestire da uomini. Il mio si rinnova senza cadere nel ridicolo, nel costumismo", spiega lo stilista.

Il riferimento in primis va a Prada e Dolce&Gabbana che pure, nel caso ad esempio di Miuccia Prada, "ha scelto la strada dell'ironia e dell'intellettualismo, dello chic che diventa cattivo gusto e del cattivo gusto che diventa chic. Lei fa la sua strada, che pure e' geniale come per Dolce e Gabbana", rileva Armani considerando che pero' si tratta di "show per lo show, di moda delle banche, la cui influenza in questo settore e' estremamente importante. E le banche hanno a loro volta influenza sui media. Invece io sostengo che vanno realizzate cose che piacciono al pubblico". E ancora: "la sfilata serve a mostrare qualcosa che la gente deve portare. Si tratta di un lavoro lunghissimo e soprattutto difficile per uno come me che si rinnova rimanendo sempre lo stesso".

"Rispetto ad alcune collezioni - chiosa lo stilista - non e' giustificato parlarne bene". "Io sono indipendente, ecco la verita'. Dipendo solo dalla mia creativita' e da quella dei miei collaboratori. Insomma, "siamo in un momento in cui la sfilata e' un gioco. Per me non e' un gioco, ma un grande lavoro e un grande risultato". E a chi gli fa notare che la scelta di Prada in realta' e' stata quella di puntare la gran parte, il 50%, del suo fatturato sugli accessori e molto meno sull'abbigliamento, "allora faccia una sfilata di accessori"risponde Armani. "A volte passo per il centro, guardo le vetrine e mi domando chi e' l'uomo che puo' indossare certi abiti. Si', forse qualche fotografo o qualche pr eccentrico". "Anche il mio uomo - osserva infine - e' eccentrico, non e' un avvocato, ma sta tutto nella possibilita' e nella credibilita'". (segue)

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