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Diritti umani: Amnesty, su reato tortura Italia inadempiente dal 1988

Cronaca

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - Un reato che punisce un "fatto grave" come la tortura nell'ordinamento giuridico italiano ancora non c'e'. A denunciarlo e' Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, alla vigilia della Giornata internazionale Onu contro la tortura che si celebra domani. "Il reato -dice all'Adnkronos- e' previsto dal diritto internazionale, dalla Convenzione delle Nazioni unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, che l'Italia ha ratificato nell'88. Ma da quell'anno - sottolinea - e' inadempiente non avendo introdotto il reato nel codice penale".

"Prevedere questo reato significa prevenire e poter punire quei comportamenti dei pubblici ufficiali che rientrerebbero nel suo ambito di applicazione. In sua assenza, invece - precisa Noury - si applicano le norme su reati meno gravi, con pene piu' lievi, che possono andare prescritti com'e' successo nel processo di Genova sui fatti del G8".

In Parlamento si e' cercato di adeguare l'ordinamento italiano alla convenzione Onu in piu' occasioni, da ultimo l'ordine del giorno presentato dai Radicali, e accolto dal governo lo scorso 8 giugno, che lo impegna a 'predisporre urgentemente un disegno di legge per introdurre il reato di tortura nel nostro codice penale'. Per il portavoce di Amnesty si tratta di "sporadici segnali di attenzione", che non contraddicono pero' la "linea ufficiale del nostro Paese".(segue)

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