Cerca

Domenica concerto ad alta quota, Yo Yo Mundi sul Monviso in 'Munfrâ'

Spettacolo

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - Domani concerto ad alta quota, gli Yo Yo Mundi si esibiranno nel loro ultimo album, Munfrâ, a 2640 metri di altezza, nel rifugio Quintino Sella del Monviso, detto il Re di Pietra, la montagna più alta delle Alpi Cozie. L'occasione è il 150esimo anniversario della prima scalata al Monviso che il sindaco di Saluzzo, Paolo Allemano, ha voluto festeggiare così, assieme a 150 sindaci della Regione.

Una scelta studiata ad arte visto che l'ultimo album della band folk rock piemontese 'Munfrâ' raccoglie una serie di canzoni in dialetto. Il gruppo musicale riassume in forma artistica proprio gli intenti della giornata: partire da una località determinata per superare i confini mediante i linguaggi universali della montagna e della musica.

Munfrâ è un disco di musica ''popolare'' sospesa tra la musica ''selvatica'' della band acquese (definizione coniata per loro da Paolo Conte), il canto in dialetto (ma le lingue utilizzate spaziano dall'italiano all'arabo) e un ventaglio di piccoli racconti scovati tra gli accadimenti della storia.

In sei brani il gruppo di Acqui Terme affronta il canto in dialetto, una lingua imbastardita dal vento, antica eppure ancora così acerba, che a sua volta diventa suono. E' un canto ingentilito e reso meno aspro. Un canto e una musica che non devono avere un tempo, ma che dal tempo sono segnati.

Il risultato di questa ricerca a ritroso, tra le radici di un luogo come il Monferrato, diventa il germoglio di qualcosa di inedito e nuovo, qualcosa che prima non c'era, almeno non in questa forma, non con queste sfumature. Il progetto della band è stato realizzato, infatti, con il contributo e il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria.

Il primo serio tentativo di scalare il Monviso fu compiuto il 24 agosto del 1834 dal saluzzese Domenico Ansaldi, di professione geometra. L'impresa, un'iniziativa del tutto personale e priva di qualsiasi supporto esterno, per poco non gli riuscì: Ansaldi arrivò infatti fino alla quota di circa 3.700 ma, a causa di un macigno enorme (giudicato insormontabile) e soprattutto della nebbia, fu indotto a tornare indietro e rinunciare.

La scalata alla vetta fu compiuta per la prima volta con successo dai più organizzati William Mathews e Frederick Jacomb il 30 agosto 1861. Mathews, Michel Croz e i signori Bonney e Hawkshaw avevano fatto un altro tentativo l'anno precedente (1860) ma il progetto era fallito a causa del maltempo.

La comitiva partì dalla frazione Castello di Pontechianale (1.605 m), in valle Varaita, il 29 agosto. Tale punto di partenza venne preferito rispetto al più elevato Pian del Re (2.020 m), in valle Po, in quanto allora la strada terminava molto più in basso al paese di Crissolo (1.300 m) e inoltre il versante della val Varaita permette di aggirare completamente il delicato colle delle Sagnette (2.991 m).

Dopo aver imboccato a nord-est il vallone di Vallanta (vallata secondaria della val Varaita) deviarono presso i Laghi delle Forciolline e pernottarono poco lontano dall'attuale bivacco Boarelli (2.835 m). L'indomani partirono prima dell'alba, alle 04:30, e conquistarono la vetta alle ore 09:20 dopo essere passati sotto al colle delle Sagnette e scalato la parete Sud.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog