Cerca

Cassazione: non e' reato vantarsi con discrezione delle prestazioni sessuali (2)

Cronaca

(Adnkronos) - In particolare, la Suprema Corte, in via generale, chiarisce che "in tema di delitti contro l'onore, l'elemento psicologico della diffamazione consiste non solo nella consapevolezza di pronunziare o di scrivere una frase lesiva dell'altrui reputazione ma anche nella volonta' che la frase denigratoria venga a conoscenza di piu' persone". La diffamazione, poi, sussiste solo nel caso in cui "le persone cui le frasi si riferiscono" siano "individuabili".

Venendo al caso in questione, la Suprema Corte - sentenza 25458 - fa notare che il muratore "quando aveva parlato del comportamento sessuale disinvolto nel quale si era, a suo dire, imbattuto nelle due sorelle, non aveva menzionato anche il relativo cognome e tantomeno precisato la localita' del cantiere". Insomma, il muratore si e' vantato delle sue prestazioni ma lo ha fatto senza rendere le dirette interessate "identificabili". Da qui l'assoluzione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog