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Cultura: ruolo di privati e non profit nell'economia del patrimonio culturale (3)

Cultura

(Adnkronos) - Gli istituti di credito, dal canto loro, sarebbero pronti a investire di fronte a un progetto che non preveda ''solo'' il recupero ma anche la valorizzazione economica del bene recuperato. Lo ha confermato Maria Lucia Candida, Direttore Generale del Credito Sportivo, che come esempi di sponsorizzazione ha portato il recupero di Palazzo Pepoli e Palazzo Fava a Bologna per conto della Fondazione Carisbo.

Per Madel Crasta, presidente del Baicr, ''il problema e' che in Italia abbiamo una tradizione oppositiva: o si e' pubblici o privati, o ci si occupa dei contenuti e o della fisicita' dei monumenti. C'e' una separatezza secolare. Ci manca la cultura dell'integrazione fra diversita'''. Nel suo intervento Michele Petrucci, esperto in economia della cultura e consulente Assorestauro per il progetto EVoCH ha sottolineato: ''Si puo' ''fare'' semplicemente donando, ma quella e' filantropia, non business. Altra cosa e' la promozione - ha spiegato - tesa a un ritorno per l'azienda, che e' comunque auspicabile, come ha fatto il gruppo Della Valle consentendo il restauro del Colosseo. C'e' poi una terza strada, quella piu' difficile, e percorsa da coloro che vogliono vivere e lavorare nella cultura consapevoli che questo non e' un settore in cui si hanno grandi ritorni e profitti''.

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