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Ambiente: inchiesta inquinamento Ilva Taranto, Noe chiede sequestro

Cronaca

Taranto, 25 giu. - (Adnkronos) - In una relazione di una settantina di pagine, piu' allegati, consegnata ieri nell'ambito dell'incidente probatorio relativo all'inchiesta sull'inquinamento che sarebbe stato determinato dall'Ilva di Taranto, il Nucleo Operativo ecologico dei carabinieri di Lecce chiede l'emissione di un provvedimento cautelare reale, in sostanza il sequestro dello stabilimento siderurgico.

Gli esami del Noe, che si e' avvalso anche di video e fotografie, sono durati circa 40 giorni. Nell'inchiesta, che si trova nella fase delle indagini preliminari, sono indagati Emilio Riva, il proprietario, il figlio Nicola, e alcuni dirigenti. I reati ipotizzati sono disastro colposo, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto di cose pericolose, inquinamento atmosferico.

Nell'Ilva sono occupate circa 13 mila persone piu' altre migliaia dell'indotto. Ieri sono stati prorogati di sei mesi dal gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, i termini per la consegna della perizia di cui si stanno occupando alcuni chimici e un ingegnere chimico per individuare il livello di inquinamento da diossina, Pcb, benzoapirene, Ipa. Il gip Todisco ha affidato l'incarico anche a tre esperti di epidemiologia per stabilire se ci sono dei collegamenti tra questi inquinanti e patologie croniche e decessi nell'area del cpaoluogo jonico.

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