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Rifiuti, roghi e blocchi a Napoli. Indagato il governatore Caldoro: l'accusa è di epidemia colposa

Cronaca

Napoli, 25 giu. (Adnkronos/Ign) - Sono circa 1.800 le tonnellate di rifiuti in giacenza nelle strade di Napoli. Migliora quindi la situazione rispetto a ieri, quando nel capoluogo campano si contavano circa 2.200 tonnellate di spazzatura non raccolta.

Nella notte ancora roghi e blocchi stradali, in particolare in Via Montagna Spaccata, nel quartiere occidentale di Pianura. Colpito poi il centro storico in via Monteoliveto, in via del Grande Archivio e corso Amedeo di Savoia. Proteste anche nella zona dell'aeroporto in viale Umberto Maddalena, nei pressi della stazione centrale al Corso Umberto e in via Santa Maria La Scala. Roghi e blocchi inoltre in una delle arterie centrali di Napoli, via Foria.

Per il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, "è evidente che c'è una regia dietro i roghi e i blocchi stradali". La camorra "è sicuramente uno dei nemici principali di questa Giunta, che ci sia la sua regia dietro i roghi è evidente", ha poi aggiunto. Con il piano ambientale della Giunta de Magistris, ha sottolineato il sindaco, "quello che è stato il business dei rifiuti a Napoli si interrompe definitivamente. Chi accende i roghi è gente che non ha a cuore questa rivoluzione ambientale. So che la camorra ci ostacolerà".

Sull'emergenza rifiuti, intanto, indaga la Procura di Napoli . Tre le inchieste aperte. L'ultimo fascicolo aperto riguarda l'epidemia colposa per la quale ci sarebbero già 4 o 5 indagati. Tra i nomi eccellenti il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che ha ricevuto un'informazione di garanzia per epidemia colposa, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti investigative.

Da parte sua, "il governo sta lavorando responsabilmente per trovare la soluzione giusta per l'emergenza rifiuti'', ha detto il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. E di ''provvedimento serio" allo studio parla il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, sottolineando in una nota che "la situazione ha assunto proporzioni e problematiche che impongono un intervento capace di indicare una soluzione chiara, ancorché straordinaria e provvisoria, per il trasferimento dei rifiuti in altre regioni".

Ma per il leghista Davide Boni "non una goccia di sudore della fronte della nostra gente dovrà andare a colmare la negligenza dei napoletani''. ''Finiamola di dire che il problema dei rifiuti napoletani è un problema di tutti", ha detto il presidente del Consiglio della Regione Lombardia.

Anche il Veneto dice "no" ai rifiuti di Napoli. Il governatore Luca Zaia ha spiegato: "I rifiuti di Napoli non li vogliamo, ma siamo disposti ad offrire know how e tecnici per dare una mano a impostare la raccolta differenziata".

Dall'opposizione, il segretario del Pd Pierluigi Bersani chiede al governo di "intervenire immediatamente sull'emergenza della Campania, chiamare in aiuto tutte le regioni del Paese e pretendere e garantire che si avvii in tempi certi un percorso di autosufficienza del ciclo dei rifiuti in Campania". "Se il governo si paralizza in situazioni del genere, significa che il governo non c'è più", ha rimarcato Bersani.

Per Nichi Vendola, ''il governo dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza e consentire a chi deve trovare le soluzioni di operare con snellezza e tempestività''. ''Credo - ha spiegato il Governatore della Puglia ai microfoni di Sky Tg24 - che tutta Italia debba farsi carico di questo problema, non si immagini che torni solo la Puglia a prendersi questo carico''.

Secondo il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, "per affrontare la situazione a Napoli e tutelare la popolazione c'è bisogno di tutte le istituzioni, non solo del sindaco, che ha le mani legate se non c'è un provvedimento del Consiglio dei ministri e non c'è un supporto della Provincia di Napoli, della Regione Campania e di tutte le Regioni italiane".

Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, in un'intervista al 'Tg3', ricorda che "già abbiamo fatto in altre occasioni azioni di solidarietà''. Per Errani, ''è fondamentale che ci sia un piano certo che assicuri l'autosufficienza del ciclo di smaltimento dei rifiuti urbani a Napoli e Campania, ma di fronte situazione così grave, ci possiamo tirare indietro? Siamo un Paese importante nel mondo, non possiamo tirarci indietro".

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