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Beni culturali: apre al pubblico la 'Villa dei Vescovi' vicino Padova (4)

Cultura

(Adnkronos) - I saloni e le logge affrescate sono tornati ad essere luoghi di meditazione , l'arredo invita alla contemplazione delle decorazioni murali, valorizzate grazie ad un preciso progetto illuminotecnico. Negli altri ambienti sono stati ricreati gli studioli, i camerini e le camere private tipiche delle ville del Cinquecento che furono dimora, come la dimora dei vescovi, vivaci centri di cultura umanistica. Alcune salette mantengono l'aspetto voluto dalla famiglia Olcese.

Commissionata dal Vescovo di Padova, Francesco Pisani, come casa di villeggiatura e costruita tra il 1535 e il 1542, la Villa e' stata sin dall'inizio pensata dal suo curatore Alvise Cornaro, nobile veneziano, erudito e amministratore della Curia di Padova, come un luogo per coltivare le necessita' dell'intelletto, un rifugio di pace e di tranquillita' armoniosamente immerso nell'ambiente circostante.

Fu sede di uno dei piu' raffinati cenacoli umanisti del Rinascimento, attiro' intellettuali e artisti e ospito' figure centrali di quel periodo, tra cui Pietro Bembo e Ruzante, del quale vennero messe in scena alcune opere proprio nella Villa. Tra gli artisti che contribuirono alla sua realizzazione, Giovanni Maria Falconetto, Giulio Romano, Andrea da Valle, Vincenzo Scamozzi e il pittore fiammingo Lambert Sustris, a cui si devono i meravigliosi affreschi del piano nobile.

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