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Fratelli uccisi, quasi 3 ore d'interrogatorio per l'assassino. Ancora buio sul movente

Cronaca

Milano, 26 giu. - (Adnkronos/Ign) - E' durato poco meno di tre ore l'interrogatorio di Riccardo Bianchi, il 21enne milanese che venerdì ha confessato l'omicidio dell'ex fidanzata Ilaria e del fratello di lei, Gianluca al termine di una serata passata a bere sui Navigli.

Pochi minuti dopo le 12 il gip Stefania Donadeo ha lasciato il carcere di San Vittore senza rilasciare dichiarazioni. Stessa linea anche da parte della difesa. "Oggi non ho nessuna dichiarazione da fare" ha detto Gianluigi Bonifati, l'avvocato che assiste il 21enne.

Al momento non è ancora certo se Riccardo abbia confermato la versione dei fatti fornita al pm Cecilia Vassena oppure si sia avvalso della facoltà di non rispondere. Restano ancora molti i punti oscuri del duplice omicidio. A cominciare dal movente che ha portato Riccardo ad uccidere con venti coltellate l'amico. ''Non so perché l'ho fatto', ha detto il 21enne nella confessione davanti ai pm. Ma non solo, manca anche l'arma usata per accoltellare Gianluca.

"Penso che Riccardo abbia perso la testa quando si è accorto che Ilaria non era più la sua ragazza" ha raccontato Andrea, 21 anni, amico delle vittime che stamane ha atteso davanti al carcere di San Vittore l'interrogatorio di garanzia. Lo descrive come un ragazzo "tranquillo, non so cosa gli sia passato per la testa" dice, mentre si attende la decisione del gip sulla convalida dell'arresto, chiesta dal pm. Convalida che appare scontata.

Potrebbe essere la gelosia la molla che ha armato la mano di Riccardo che dopo aver accoltellato in strada l'amico, venti i colpi andati a segno, lo ha chiuso nel bagagliaio della sua auto ed è andato a casa dell'ex fidanzata. Per entrare potrebbe aver usato le chiavi di Gianluca o semplicemente Ilaria si è fidata di lui. Una storia d'amore finita da oltre un mese quando lei "aveva detto basta perché si sentiva limitata, voleva avere i suoi spazi. Ogni cosa che Ilaria diceva -spiega Andrea- per Riccardo era legge, lui era succube".

L'ipotesi dell'amico delle due vittime è che Riccardo, che aveva trascorso la serata con Gianluca in giro per locali, lo abbia fatto bere di proposito perche' "quando uno è brillo è più vulnerabile. Sono sicuro che lo ha preso alle spalle e che lo ha aiutato qualcuno, perché una sola persona non può sollevare un corpo che pesa almeno 70 chili e caricarlo nel bagagliaio dell'auto".

Teorie, illazioni che non trovano conferma, mentre all'appello manca anche il coltello con cui Riccardo ha colpito a morte l'amico di lunga data. Attraverso lo studio delle celle telefoniche, intanto, gli investigatori provano a ricostruire con esattezza gli spostamenti del 21enne, per capire quando ha ucciso Gianluca e a che ora e' andato a casa di Ilaria. Elementi che si aggiungeranno ai dettagli dell'autopsia. Particolari che non cambiano il quadro d'insieme di un duplice delitto che non ha ancora un perche'.

Da venerdì scorso, sono tanti gli amici che continuano a passare davanti alle 'torri' di via Gozzoli dove i due fratelli vivevano. "Ila & Gian per sempre nei nostri cuori". E' questa la frase dello striscione, con la loro foto incorniciate tra un paio di ali d'angelo, che gli amici hanno firmato e lasciato a pochi passi dall'ingresso dello stabile. Accanto alcuni mazzi di fuori e dei lumini accesi. Anche su Facebook gli amici hanno creato un gruppo per non dimenticare "Ilaria & Gianluca. . .angeli volati in cielo!!!"

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