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Tav, polemiche per l'uso della forza. Matteoli: "Lo Stato non può arrendersi"

Politica

Roma, 27 giu. (Adnkronos/Ign) - Il blitz della polizia in Val di Susa contro i 'No Tav' divide i partiti e solleva subito le polemiche. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli afferma che "lo Stato non può arrendersi" e il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, esprime opiena solidarietà alla polizia. ''La Tav e' un'opera assolutamente necessaria per il Piemonte e per l'intero sistema Paese, non si puo' confondere la posizione della Val di Susa con l'azione di violenti facinorosi''.

Ma a favore dell'opera per l'alta velocita (Torino-Lione) si schiera anche il Pd, che condanna i "facinorosi" fra i 'no Tav'. ''Gli scontri di questa mattina all'apertura del cantiere per la ferrovia Torino-Lione, con venticinque operatori di pubblica sicurezza feriti di cui cinque finiti in ospedale, a cui va la nostra solidarieta', dimostrano che non tutto il movimento No Tav e' pacifico" afferma Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza e difesa del Pd. "E' assolutamente legittimo -aggiunge- esprimere le proprie opinioni e manifestare per farle comprendere, ma altra cosa e' aggredire con lanci di pietre e arrivare a ferire chi in quel contesto ha il compito di mantenere l'ordine. Gli agenti delle forze dell'ordine che sono li' per garantire l'esecuzione di un'opera pubblica decisa nelle sedi istituzionali democratiche, fanno il loro mestiere e difendono la legge e la Costituzione". "Il dissenso -conclude- e' l'anima della democrazia, ma l'accettazione delle decisioni democraticamente prese lo e' a pari titolo. Qualsiasi genere di violenza mescolata alla manifestazione di dissenso politico ci vedra' sempre fermamente contrari''.

Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, "un Paese civile e democratico come l'Italia non puo' permettersi la permanenza di un presidio come il villaggio Maddalena al di fuori della legalita'''. Secondo il presidente di Confindustria ''e' fondamentale che i cantieri partano entro la fine di giugno per non perdere la quota di finanziamento europeo ''cosi' come e' fondamentale la realizzazione della Tav ''per lo sviluppo dell'Europa ma anche perche' si tratta di una infrastruttura importante e puo' mantenere il collegamento italiano a livello internazionale''.

D'accordo anche Pier Ferdinando Casini: "Bisogna andare avanti con la Tav. L'Italia non puo' perdere un'opera fondamentale per l'economia del Nord . Noi siamo con le forze dell'ordine. Sono inaccettabili gli attacchi dei manifestanti".

Sul fronte opposto la sinistra e Di Pietro. Per Nichi Vendola "è inaccettabile rispondere al dissenso legittimo delle popolazioni con la violenza e la repressione''. Protesta anche Paolo Ferrero, segretario del Prc, mentre per il segretario generale della Fiom, Maurizo Landini "i temi posti dai movimenti popolari e partecipati, che difendono i beni comuni sul proprio territorio, non possono essere risolti in questo modo''. ''Nei sistemi democratici cio' che la politica non riesce ad affrontare non puo' essere affidata alle Forze dell'ordine, anche perche' si rischia di umiliarle e di distrarle dai difficili compiti che devono svolgere".

Contro l'intervento della polizia anche il leader Idv Antonio Di Pietro, secondo cui "le infrastrutture e l'intermodalita' sono fondamentali per l'Italia. Ma riteniamo altrettanto fondamentale e prioritario che le infrastrutture non si costruiscano con il manganello".

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