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Delitto Arce: Sciarelli, figlia di Tuzi ci disse 'mio padre minacciato da qualcuno'

Cronaca

Roma, 27 giu. - (Adnkronos) - ''Dopo il suicidio di Tuzi, il brigadiere di Arce che si uccise due giorni dopo aver detto ai magistrati di aver visto Serena Mollicone, il giorno della scomparsa, entrare nella caserma dei carabinieri verso le 11.30 del mattino, parlammo con la figlia. Ci disse 'papa' non si sarebbe mai ucciso per un motivo passionale, ma c'era chi aveva paura delle sue dichiarazioni. Penso che mio padre durante le indagini abbia assistito a qualcosa, abbia saputo qualcosa, e gli sia stato detto di non rivelare niente'. Ci aveva detto che forse il padre aveva ricevuto delle minacce e che forse si era suicidato per proteggerli''. Lo dice all'Adnkronos la conduttrice di 'Chi l'ha Visto', Federica Sciarelli, dopo che la procura di Cassino ha iscritto cinque persone sul registro degli indagati per l'omicidio di Serena Mollicone.

''Abbiamo sempre fatto una battaglia su questa vicenda che abbiamo seguito sin dall'inizio, prima come un caso di scomparsa poi come omicidio'', sottolinea Federica Sciarelli. ''Abbiamo cercato di mantenere alta l'attenzione e aperta l'inchiesta'', aggiunge. ''Tra le altre cose, a noi tempo fa erano arrivati degli sms anonimi e delle lettere anonime erano arrivate al quotidiano 'La Provincia', la procura aveva acquisito tutto'', continua Sciarelli.

Il 24 giugno del 2009 in una lettera inviata al programma, secondo quanto si legge sul sito, un telespettatore dice di avere nuovi elementi, poi l'8 luglio dello stesso anno la stessa persona sostiene ''di aver visto due persone, una piu' grande, l'altra piu' giovane che avrebbero tirato fuori dal cofano di una utilitaria un sacco di plastica nero. I due avrebbero abbandonato il corpo senza vita di Serena Mollicone nel bosco di Fonte Cupa, in localita' Anitrella''.

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