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Agricoltura: Emilia Romagna, Toscana e Marche insieme contro la vespa cinese

Economia

Bologna, 27 giu. - (Adnkronos) - Fronte comune tra le Regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche per una piu' efficace azione di contrasto della vespa cinese del castagno, il cinipide originario del Paese asiatico, che, in assenza di nemici naturali, sta causando gravi danni ai castagneti di tutta la Penisola. E' questo l'obiettivo del convegno 'Emergenza Cinipide: uniti si vince' organizzato dalle tre Regioni che si terra' mercoledi' prossimo alla 9.30 a Bologna. Al centro del convegno ci sara' il nuovo Piano nazionale di lotta biologica che prevede la diffusione, nelle zone colpite, di un particolare antagonista naturale: il Torymus sinesis, un piccolo insetto di origine asiatica che attacca le larve della vespa cinese e ne arresta lo sviluppo.

Questo tipo di intervento, che allo stato rappresenta l'unico strumento di lotta contro la vespa cinese, e' gia' partito anche in Emilia Romagna, con 12 lanci del Torymus sinesis realizzati nel 2011, dopo i 4 realizzati nel 2010. Ma per un intervento particolarmente efficace e mirato e' essenziale il coordinamento e la sinergia con le Regioni confinati, quali appunto Toscana e Marche.

La vespa del castagno ha iniziato la sua diffusione dal Piemonte nel 2002, i primi avvistamenti Emilia Romagna sono avvenuti nel 2008 e ormai la sua presenza e' segnalata in tutta Italia. L'insetto non e' pericoloso per l'uomo, ma causa danni ai castagni colpendo sia gli ibridi euro-giapponesi, sia il castagno europeo, selvatico o innestato. Le piante non muoiono, ma subiscono una drastica riduzione della fruttificazione con relativo danno economico per i coltivatori.

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