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Caso Ruby: da Mora, Fede e Minetti sistema strutturato per fornire ragazze/Adnkronos

Cronaca

Milano, 27 giu. - (Adnkronos) - Lele Mora, l'agente dei vip finito a San Vittore per bancarotta, era l'"arruolatore" delle serate organizzate per il premier ad Arcore, Emilio Fede il "fidelizzatore", Nicole Minetti la persona che si occupava dell'"organizzazione logistica" o colei che "amministrava il bordello". E' un "sistema strutturato per fornire ragazze disponibili a prostituirsi" quello descritto oggi dai pm Pietro Forno e Antonio Sangermano nella prima udienza preliminare a carico del direttore del Tg4, di Lele Mora e del consigliere regionale del Pdl, tutti accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile per le feste a Villa San Martino.

Un sistema creato per compiacere "l'utilizzatore finale", come lo definiscono nell'aula a porte chiuse i due magistrati che preferiscono, in questa prima udienza, non sottolineare nemmeno la carica istituzionale di Berlusconi, gia' unico imputato per i medesimi fatti in un procedimento parallelo dove risponde di concussione e prostituzione minorile. Per i magistrati, in quel sistema che e' andato avanti per anni, si consumava "la mercificazione della fisicita' della donna e la mortificazione della dignita' femminile".

E, quasi a dare corpo alle parole degli inquirenti, in aula, questa mattina c'era Chiara Danese, una delle tante ragazze finite nelle serate brianzole insieme all'amica Ambra Battilana. Chiara, ad Arcore, c'e' stata una sola volta, il 22 agosto 2010, portata da Emilio Fede. Da li' se n'e' andata 'sconvolta' e per quella serata, una volta che l'indagine sul caso Ruby e' diventata cronaca giornalistica, ha perso il lavoro, soprattutto la 'faccia' davanti ad amici e conoscenti. (segue)

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