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Responsabilità civile, Csm: con le nuove norme a rischio indipendenza magistrati

Politica

Roma, 28 giu. - (Adnkronos) - Le nuove norme sulla responsabilità civile dei giudici costituiscono un ''rischio'' per i ''principi di autonomia e indipendenza della magistratura''. Lo scrive il Consiglio superiore della magistratura in un parere sull'emendamento Pini.

Il parere, elaborato dalla sesta commissione, è stato approvato dal plenum del Consiglio con 19 voti favorevoli e quattro contrari, quelli dei consiglieri laici del Pdl Annibale Marini, Filiberto Palumbo, Bartolomeo Romano e Nicolò Zanon che, sollevando la questione della coincidenza temporale tra l'approcazione del parere e l'avvio della discussione alla Camera sull'emendamento alla legge Comunitaria, hanno denunciato il rischio che il Csm si comporti come una ''terza Camera'', e riproposto la questione dell'opportunità di fornire pareri, anche non richiesti, sull'attività legislativa del Parlamento.

Affidata a una citazione la replica del vicepresidente del Csm, Michele Vietti: ''Se non ora quando?'', ha detto Vietti, ricordando che, nello ''spirito di leale collaborazione'' che anima l'attività del Consiglio è doveroso esprimersi prima che le norme siano approvate, anche per ''segnalare al ministro eventuali ricadute negative''. Dopo, ha sottolineato Vietti, si tratterebbe di un ''intervento tardivo''.

'Il parere della Commissione, illustrato al plenum dal consigliere Riccardo Fuzio, togato di Unicost, prende in esame le modifiche apportate dall'emendamento presentato dal deputato leghista Gianluca Pini, alla norma attualmente in vigore, la legge 117/88, modifiche che estendono la responsabilità civile dei giudici dalle ipotesi di ''dolo'' o ''colpa grave'' alla più generica ''manifesta violazione del diritto''. E sottolinea come l'emendamento invochi impropriamente il richiamo a una sentenza della Corte di giustizia europea che non ha imposto all'Italia di adeguarsi alla normativa Ue, configurandosi piuttosto la proposta come ''un inedito nel panorama europeo''.

L'emendamento, dunque, sottolinea il parere, ''pone non pochi elementi di criticità'', tra questi il ''mero riferimento alla manifesta violazione del diritto'', che ''con una locuzione assai generica e indefinita, conduce a una dilatazione dell'istituto'' tale da comprendere ''interpretazioni non conformi ai precedenti'' e anche ''casi di mera responsabilità oggettiva''. ''Un rischio eccessivamente elevato di incorrere in responsabilità civile, diretta o indiretta - si legge ancora nel parere - avrebbe un effetto distorsivo sull'operato dei magistrati'', che potrebbero, per ''sottrarsi alla minaccia della responsabilità'', essere indotti a adottare ''tra più decisioni possibili, quella che consente di ridurre o eliminare il rischio di incorrere in responsabilità, piuttosto che quella maggiormente conforme a giustizia''.

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