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Da Naoto Kan a Cameron, i sacrifici dei politici in tempo di crisi

Economia

Roma, 28 giu. - (Adnkronos) - In tempo di crisi e' necessario fare sacrifici, si sa. E per renderli piu' accettabili agli occhi (e alle tasche) dei cittadini e' anche necessario dare il buon esempio. L'annuncio fatto dal ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, che all'uscita dal vertice della maggioranza a Palazzo Grazioli ha anticipato che probabilmente, dal prossimo mese, i ministri del governo "saranno senza stipendio", mantenendo ""solo quello da parlamentare", ha dei precedenti in giro per il mondo.

L'11 maggio, ad esempio, il primo ministro giapponese Naoto Kan ha annunciato che rinuncera' al suo stipendio fino a quando non sara' terminata la crisi nucleare a Fukushima. Il taglio dell'appannaggio mensile e del bonus versato due volte l'anno ha avuto inizio dal mese di giugno.

A latitudini completamente diverse, a febbraio di quest'anno, con il montare delle rivolte nel mondo arabo, il primo ministro iracheno Nuri Al Maliki ha annunciato una riduzione del 50 per cento del suo salario per contribuire al risanamento del bilancio statale e tentare di placare le proteste degli iracheni per la scarsa qualita' dei servizi pubblici offerti dallo Stato.

Analoghe richieste sono state fatte dagli elettori anche ai membri del governo di Singapore, tra i piu' pagati del mondo, con il premier che porta a casa uno stipendio di 2,4 milioni di dollari l'anno. Per fare un paragone, il presidente degli Stati Uniti, tra stipendio e indennita', ha diritto a circa 550mila dollari l'anno. Tornando a Singapore, nonostante gli annunci, il governo non ha ancora proceduto ai tagli richiesti.

In Europa, il governo conservatore britannico guidato da David Cameron, ha fatto della riduzione delle spese della politica uno dei suoi cavalli di battaglia piu' popolari. In campagna elettorale il leader dei Tory fece balenare la proposta di un taglio del 25% agli stipendi di parlamentari e ministri, poi divenuto del 5% una volta entrato a Downing Street. Fatto sta che a regime, i tagli di Cameron faranno risparmiare ai contribuenti britannici oltre 3 milioni di sterline entro la fine della legislatura.

Sul fronte del buon esempio, rimane celebre quello fornito da Lee Iacocca, il manager che tra il finire degli anni '70 e gli anni '80 risano' la Chrysler, sull'orlo della bancarotta. Quando, nel 1978, Iacocca assunse la guida dell'azienda, si accontento' di uno stipendio di un dollaro l'anno. Un sacrificio che fu ripagato pochi anni dopo. Gia' nel 1980 il manager dei miracoli guadagnava 868 mila dollari l'anno, piazzandosi al 100esimo posto della classifica di Forbes dei capitani d'azienda piu' pagati.

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