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Crisi: Prodi, senza euro staremmo peggio

Economia

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Roma, 29 ott. - (Adnkronos) - L'introduzione dell'euro e' satto come "un treno preso al volo con un pizzico di irrazionalita' ma tanta visione storica". Cosi' l'ex premier Romano Prodi, in un'intervista estratta dal libro 'La moneta della discordia' di Giovanni Moro, e riportata su 'La Stampa'.

"Del resto l'operazione fu percepita come un fatto epocale da tutti: Italia e Bruxelles, Cina e Stati Uniti, nazionalisti ed europeisti. Ovvio che si poteva anche rinviare la costruzione dell'euro e rifiutarla ma questo voleva dire rinunciare ad un futuro europeo in un mondo globalizzato", osserva l'ex presidente della Commissione europea.

"Con Ciampi allora ministro del Tesoro - ricorda ancora Prodi - ci dicevamo che qualunque decisione di politica economica doveva essere rivolta all'entrata nell'euro perche' l'Italia era sempre stata all'avanguardia del progetto europeo ma soprattutto perche' era il paese la cui economia era stata progressivamente indebolita dalle svalutazioni: doveva cambiare rotta e diventare un paese serio".

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