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Mafia: familiari vittime Georgofili, nessuno scandalo permesso a Spatuzza

Cronaca

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Firenze, 11 apr. - (Adnkronos) - ''Non ci interessano i motivi religiosi che spingono Gaspare Spatuzza a fare la richiesta di recarsi in un ritiro spirituale, non riusciamo a vedere i collaboratori di giustizia da questo punto di vista. Abbiamo una visione molto piu' pratica del 'pentimento' di un uomo di mafia rispetto a quello che sarebbe stato folgorato sulla via ''dei Georgofili'' pensando alla Caterina Nencioni. Gaspare Spatuzza secondo noi collabora con la giustizia, perche' vorra' tornare a poter vedere suo figlio prima o poi e godere di tanti altri benefici che la legge sulla collaborazione prevede e che la mafia forse non gli garantisce piu'''. Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, a proposito della notizia che riguarda il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, l'uomo che ha ammesso di avere compiuto piu' di quaranta omicidi, che ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Roma un permesso straordinario per incontrare un sacerdote in convento, dopo la sua conversione religiosa.

''Detto questo, per ancora una volta fare chiarezza sulla nostra posizione, la possibilita' data a Gaspare Spatuzza dal Tribunale di Sorveglianza di Roma crediamo sia giusta. Gaspare Spatuzza, collaborando con la giustizia ha aperto la strada a verita' piu' complete sulla strage di via dei Georgofili e le altre del 1993 di quelle che sono state date fino ad oggi'', aggiunge Maggiani Chelli.

''Non vediamo perche' a Spatuzza, collaboratore a tutti gli effetti, non gli debba essere dato tutto cio' che la norma per i collaboratori di giustizia prevede, visto che a ben altri che non si sono 'pentiti' e che non collaborano, in base a norme per le quali noi chiediamo continuamente modifiche, sono state fatte concessioni secondo noi gravissime, come togliere l'isolamento diurno a Giuseppe Graviano'', conclude Maggiani Chelli.

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