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Mafai: familiari e colleghi per l'addio a 'una ragazzina di 86 anni'

Cronaca

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Roma, 11 apr. - (Adnkronos) - Giornalisti, politici, colleghi di lavoro ma anche, e soprattutto, amici e familiari. In tanti questa mattina a Roma, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, hanno voluto salutare Miriam Mafai, l'indimenticabile firma de 'La Repubblica', che ha contribuito a far nascere e di cui e' diventata editorialista, morta lunedi' nella Capitale a 86 anni. Una folla composta si e' accalcata intorno al feretro della giornalista per onorarne la memoria durante la funzione funebre. Il feretro verra' cremato nel cimitero di Prima Porta e le ceneri della giornalista saranno poi conservate nel cimitero a-cattolico di Roma.

Accanto ai figli, Sara e Luciano Scalia, si sono radunati i compagni di una "giovane ragazzina di 86 anni", come ha tenuto a ricordare l'amico giornalista e scrittore Franco Marcoaldi nella sua orazione. Una donna, segnata, ha poi aggiunto Marcoaldi, "da una profonda e intima laicita' che, come i suoi genitori artisti, e' sempre stata refrattaria ad ogni forma di conformismo". Tra i molti colleghi presenti il fondatore del quotidiano la Repubblica, Eugenio Scalfari, visibilmente commosso, e l'attuale direttore Ezio Mauro, accompagnato dal vicedirettore del quotidiano Massimo Giannini. A dire addio alla giornalista anche il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti e il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno.

Mafai e' stata ricordata come una giornalista innamorata della politica che, avvertendo sempre piu' vicina la fine, aveva maturato la decisione di raccontarsi attraverso un'autobiografia in cui ripercorrere le tappe principali del suo lungo cammino. "Mia madre -ha spiegato la figlia Sara- aveva iniziato a scrivere un'autobiografia il cui primo capitolo doveva chiamarsi 'Mio padre aveva un atlante'. Un libro in cui voleva ricordare la passione che lei e i suoi genitori avevano nutrito nei confronti dei viaggi. Per mia madre non c'era nulla di piu' bello che viaggiare". (segue)

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