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Pompei: scoppia il caso Biblioteca, ma la Soprintendenza frena/Il punto

Cronaca

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Roma, 11 apr. - (Adnkronos) - Biblioteca e locali della Soprintendenza di Pompei al centro di un nuovo caso. I dipendenti infatti sarebbero ospitati in prefabbricati realizzati con cemento ed amianto, pericolosi per la salute. Ma la Soprintendente Elena Teresa Cinquantaquattro getta acqua sul fuoco e e afferma che la situazione e' sotto controllo e non ci sono pericoli. L'allarme lo ha lanciato la senatrice del Pdl, Diana De Feo, spiegando all'Adnkronos che ''la biblioteca e il personale della soprintendenza speciale di Pompei si trovano in locali pericolosissimi alla salute. Eppure non si capisce il perche' la soprintendente non li trasferisca nei locali pronti gia' dal 2010''.

A quanto ricorda la senatrice, ''c'era gia' stato un ordine di servizio della precedente soprintendente che stabiliva il trasferimento degli uffici. Perche' non e' stato eseguito?''. E aggiunge:"Mi chiedo perche' la biblioteca non venga trasferita nell'Antiquarium, che e' stato risanato lo scorso anno. Perche' dobbiamo monitorare la situazione dell'amianto piuttosto che trasferire la biblioteca? E' anche un discorso di decoro e di sicurezza''.

Inoltre, sottolinea De Feo, ''voglio sapere come i 60 milioni che sono nelle casse della soprintendenza vengono utilizzati? Come sono stati spesi o come si intende spenderli?'' La biblioteca di Pompei, secondo De Feo, ''non c'entra niente con i 105 milioni finanziati dall'Europa, fa invece parte della ordinaria gestione. Perche' quindi non si procede? Tanto piu' che -aggiunge- il segretario generale del Mibac ha dato ordine immediato gia' a febbraio di trasferire i dipendenti in un'altra sede''. (segue)

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