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Siria, è entrato in vigore cessate il fuoco. Kofi Annan: situazione di relativa calma

Esteri

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Beirut, 12 apr. - (Adnkronos/Aki) - E' entrato in vigore stamani alle 6 ora locale (le 7 del mattino in Italia) il cessate il fuoco in Siria, come previsto dall'ultimatum contenuto nel piano di pace dell'inviato speciale per la crisi in Siria di Lega Araba e Onu, Kofi Annan.

La situazione è di ''relativa calma e la cessazione delle ostilità sembra tenere'', ha affermato Annan in videoconferenza durante una riunione del Consiglio di Sicurezza. ''Apparentemente - ha aggiunto - la Siria sta sperimentando un raro momento di calma''.

Ma secondo il leader del Consiglio nazionale siriano dell'opposizione (Cns) Burhan Ghalioun "si spara ancora in alcune zone della Siria. "L'esercito del regime di Bashar al-Assad - ha precisato alla tv satellitare 'al-Arabiya Ghalioun - ha aperto il fuoco oggi in alcune zone". Secondo l'oppositore siriano, "abbiamo perso le speranze che il regime voglia rispettare il piano di Kofi Annan".

In precedenza Omar Homsi, un attivista di Homs, nella Siria centrale, aveva dichiarato che c'erano stati degli scontri a fuoco in alcune zone periferiche della città fino a poco prima delle 6 locali. Il governo siriano ieri ha informato con una lettera Annan che da stamani sarebbero cessate "le operazioni dell'esercito "su tutto il territorio. Nella lettera Damasco si è riservata comunque "il diritto di rispondere proporzionalmente a qualsiasi attacco eseguito da gruppi armati di terroristi contro civili, forze governative o beni pubblici e privati".

Intanto oggi il regime di Bashar al-Assad ha lanciato un appello a tutti i profughi siriani che sono fuggiti all'estero o in altre città del Paese affinché facciano ritorno nelle proprie case. Con un messaggio apparso sugli schermi della tv di Stato di Damasco "il ministero dell'Interno chiede a tutti coloro che hanno lasciato le proprie case, per andare nei Paesi vicini o in altre città, di ritornare".

E preoccupata dal possibile dilagare della protesta a Damasco contro il presidente, l'intelligence siriana avrebbe chiesto aiuto alla forza speciale dei pasdaran, la brigata 'al-Quds' (Gerusalemme). A riferirlo è un uomo d'affari siriano, Abdulrahman al-Ali, che cita fonti del ministero dell'Interno. Secondo la fonte, riporta il sito 'Arab News', è alto il rischio che la situazione possa sfuggire di mano alle autorità siriane, al punto che oltre agli operativi dell'unità 'al-Quds' sarebbero stati allertate anche cellule sadrite e di Hezbollah nel tentativo di 'blindare' la capitale.

La situazione rimane molto tesa a Damasco. Al-Ali ha spiegato che il ministero dell'Interno ha ordinato alla polizia anti-sommossa di andare in strada in borgese per valutare il rischio di rivolta. Finora il centro della capitale non è stato teatro di manifestazioni anti-governative a differenza degli altri centri urbani della Siria. Non è la prima volta che si parla dell'appoggio dei pasdaran al regime siriano. Nei mesi scorsi, il Consiglio nazionale siriano, forza di opposizione all'estero ad al-Assad guidata da Burhan Ghalioun, aveva diffuso la notizia che il capo di 'al-Quds', Qassem Soleiman, era a Damasco per aiutare il regime nella repressione della rivolta, costata la vita a circa 9mila persone dal suo inizio circa un anno fa.

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