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Taranto: Greenpeace, preoccupati per scenari 'petroliferi' del Golfo

Cronaca

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Taranto, 12 apr. - (Adnkronos) - La fuoriuscita di carburante a Taranto e' solo la punta dell'iceberg. Ne e' convinta Greenpeace che esprime sollievo per le notizie che ridimensionano la portata dell'incidente ma anche preoccupazione per gli scenari 'petroliferi' che si preparano in Italia, e nel Golfo di Taranto in particolare.

Le attivita' di ricerca, prospezione e estrazione degli idrocarburi nel Golfo di Taranto, "erano vietate dal Decreto Legislativo 128 del 2010. Tuttavia col decreto legislativo 121 del 2011 il governo e' riuscito a garantirne lo sfruttamento a compagnie petrolifere quali la Northern Petrolium Uk, la Shell e l'Eni, che avevano presentato richieste di ricerca in quest'area". A cio', ricorda l'associazione, "si aggiunga che i fondi a disposizione del ministero per l'Ambiente per la prevenzione e il contrasto di simili incidenti sono oramai al lumicino, grazie ai continui tagli del governo".

Greenpeace chiede da tempo che "non si effettuino attivita' di prospezione ed estrazione di idrocarburi in mare, regole severe per i trasporti e, soprattutto, misure di efficienza dei motori che rendano inutile l'estrazione delle ultime riserve petrolifere. Il Mediterraneo e' di gran lunga il mare piu' inquinato dagli idrocarburi ma comunque vada, anche se non finisce in mare, il petrolio che utilizziamo trasforma, con le emissioni di Co2, il clima del nostro Pianeta e anche il Mediterraneo".

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