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Tregua fragile in Siria, ripresi gli scontri tra esercito e ribelli al confine con la Turchia

Esteri

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Damasco, 13 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Ripresi gli scontri tra militari di Damasco e il Libero esercito siriano vicino al confine con la Turchia. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani il giorno dopo che era entrato in vigore il cessate il fuoco chiesto dalle Nazioni Unite.

Il gruppo di attivisti per i diritti umani, che ha sede a Londra, ha spiegato che gli scontri sono scoppiati nei dintorni del villaggio di Khirbet el-Jouz, nel nord ovest della Siria, al confine con la Turchia, precisando che i carri armati dell'esercito erano stati dispiegati prima degli scontri. Carri armati e veicoli corazzati sono poi stati dislocati dalle truppe del regime anche in diverse altre aree del Paese, denunciano sempre gli attivisti.

Mentre a nord sono in corso gli scontri, dalla televisione di Stato giunge, intanto, notizia che il brigadiere Walid Joni dell'esercito regolare siriano è stato assassinato oggi nella sua abitazione nella zona di Jaramana a Damasco. Nessun dettaglio è stato aggiunto, né sono stati indicati eventuali responsabili.

Il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallim, ha scritto al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon parlando dei recenti attacchi ai campi profughi in Turchia, lungo il confine con la Siria. Nella lettera, che è una risposta a quella inviata da Ankara per denunciare la violazione del suo territorio da parte delle truppe fedeli al regime di Bashar al-Assad, Muallim ha denunciato una presunta strategia turca per sostenere "gruppi terroristici che entrano in territorio siriano, attaccano i civili e distruggono le infrastrutture".

Il ministro afferma poi, nella lettera citata da al-Arabiya, che "il permesso riconosciuto (dalla Turchia, ndr) ai gruppi armati di usare il suo territorio per lanciare attacchi a un paese vicino è da considerare un'aggressione" e dovrebbe essere condannato dall'Assemblea Generale dell'Onu.

Muallim continua accusando il governo di Recep Tayyip Erdogan di cospirazione con "gruppi armati" per "terrorizzare i civili lungo il confine e costringerli a fuggire in Turchia, in modo da creare una crisi e poter richiedere corridoi umanitari e zone cuscinetto". Per questo, il ministro degli Esteri chiede all'Onu e all'intera comunità internazionale di condannare le "violazioni turche" e le "interferenze negli affari della Siria e di prendere tutte le misure necessarie per fermare l'assalto della Turchia alla Siria".

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