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Esodati, sfila a Roma il corteo dei sindacati

Economia

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) - "Se non fosse un problema tragico sarebbe un gioco di prestigio perché alla fine di una lunga indagine ci ritroviamo con lo stesso numero di esodati previsto nel decreto Milleproroghe su cui tutti dissero che la copertura era insufficiente. E' un gioco pericoloso". Così il leader della Cigl Susanna Camusso, al corteo unitario di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, commenta il numero degli esodati 'censiti' dal governo. Stime che restringono notevolmente, secondo i calcoli sindacali, la platea di quei lavoratori che sono rimasti senza lavoro e senza la possibilità di accedere al pensionamento.

"Il messaggio che arriva dopo il calcolo fatto dal governo ieri è che gli esodati non esistono, sono dei fantasmi. Ma nessuno si può permettere di giocare su questo", insiste Camusso.

"Il governo sta mettendo la testa sotto la sabbia", prosegue Camusso. "In migliaia si sono presentati ai patronati e la stessa Inps ha parlato di 130mila esodati. I 300mila di cui si è parlato ultimamente non è un numero inventato dal sindacato ma viene da fonti ufficiali", prosegue. "Se il governo conferma 65mila esodati, a noi non resta che una strada - è l'affondo di Camusso - chiedere il licenziamento del presidente dell'Inps perché incapace di governare i contributi".

Quanto al confronto promesso dal governo per affrontare e risolvere il nodo dei lavoratori senza più reddito né pensione per la Cgil "non ce n'è più traccia". ''Non si salva il Paese senza salvare gli italiani, e cioè i lavoratori, non quelli che portano i capitali all'estero'', afferma la leader Cgil dal palco della manifestazione.

"Il comportamento del governo non è né responsabile né rispettoso delle persone", rimarca il leader della Cisl Raffaele Bonanni. "Il governo non rispetta le persone in difficoltà. Nessuno vuole parlare di dati esorbitanti ma l'esecutivo fa finta di niente", aggiunge. Insomma "il governo mette la testa sotto la sabbia", continua Bonanni lanciando un appello: ''Il messaggio che vogliamo inviare al governo è che sugli esodati è una vergogna. Fornero ci convochi per rassicurare i lavoratori e stabilire criteri adeguati''.

''Quelli di ieri sono numeri buoni per giocare al lotto e la reazione più spontanea è dire che ci vogliono prendere in giro", afferma il leader della Uil, Luigi Angeletti. Sull'eventualità di uno sciopero generale, poi risponde, "solo se ci costringono a farlo per denunciare la perdita di posti di lavoro".

Per il leader Ugl Giovanni Centrella, "una piazza come questa, con i sindacati uniti, deve far riflettere il governo. I lavoratori hanno capito che ci deve essere un esecutivo che risolva i problemi".

Sfila anche il leader Idv Antonio Di Pietro. ''Sugli esodati sembra di riascoltare le frottole di Berlusconi'', dice.

La manifestazione ha preso il via da piazza della Repubblica e si è conclusa con l'intervento dei leader sindacali a piazza Santi Apostoli. Dalle lacrime del ministro Fornero ai conti del premier Monti, sono alcuni degli slogan portati in piazza: "Elsa non piangere ci pensiamo già noi e siamo tanti esodati e mobilitati", "La matematica di Mario: esodati + mobilitati = truffati".

Sulla questione esodati interviene anche direttore generale dell'Inps Mauro Nori, spiegando che "non c'è alcuna contraddizione" tra i numeri riferiti nel corso dell'audizione in Parlamento e le cifre indicate dal ministero del Lavoro, a seguito del tavolo tecnico fra ministero del Lavoro, Ragioneria dello Stato ed Inps. Il numero esplicitato dal Direttore generale nel corso dell'audizione presso la Commissione Lavoro della Camera, su precisa domanda, si riferiva "alla stima delle platee dei potenziali lavoratori coinvolti nei prossimi quattro anni, in procedure di mobilità, in esodi individuali incentivati ed alle altre categorie previste". Il numero emerso dal tavolo tecnico si riferisce invece "alla fotografia dei destinatari degli interventi stabiliti dal legislatore e comprende tutti i lavoratori che ad oggi risultano già cessati ed estromessi dai processi produttivi per effetto di procedure di mobilità o per dimissioni individuali al 31.12.11 sulla base di accordi individuali o collettivi".

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