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Carceri: Garante detenuti Emilia Romagna, mai sottovalutare storie cliniche

Cronaca

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Modena, 13 apr. - (Adnkronos) - "E' evidente che questo caso segnala la necessita' di non sottovalutare mai la storia clinica delle persone e va sempre considerata la vicenda personale anche pregressa, come il caso di specie, trattandosi di un giovane detenuto che aveva gia' conosciuto anche il carcere minorile". Cosi' il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta' personale dell'Emilia Romagna, Desi Bruno, commenta al termine della sua visita nel carcere di Modena, il caso del giovane che e' morto ieri dopo 4 giorni di coma innescato da un tentato suicidio.

Il ragazzo che era detenuto proprio nel carcere di Modena, riferisce Bruno in base alla testimonianza della direttrice del penitenziario, non dava segni di squilibrio, era seguito dagli psicologi e psichiatri e non era considerato a rischio, ma nel suo diario clinico era pero' registrato un tentativo di suicidio in una precedente episodio detentivo a Parma. Non appariva depresso, parlava e comprendeva bene l'italiano, era stato visto piu' volte dalla direttrice, l'ultima volta proprio il giorno di Pasqua. Il giovane avrebbe finito di scontare la pena nel 2016.

A Modena sono 323 le persone attualmente detenute (25 donne), a fronte di una capienza regolamentare di 220 persone, delle quali circa il 70% sono stranieri (215) e quasi il 30% tossicodipendenti. Solo un centinaio sta scontando una pena in via definitiva. Per la gestione complessiva della struttura, secondo la dirigenza, mancano 40 agenti di custodia.

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