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Sanita': Cgil Lombardia, Formigoni si dimetta, elezioni anticipate

Politica

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Milano, 13 apr. - (Adnkronos) - Ormai in Lombardia "l'unica via" per ridare credibilita' alla Regione come istituzione "sono le dimissioni della Giunta Formigoni, lo scioglimento del Consiglio e l'indizione di elezioni regionali anticipate". Lo afferma la segreteria della Cgil lombarda. "I sei arresti odierni - continua la Cgil - disposti dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri (inchiesta peraltro collegata a quella riguardante San Raffaele), gettano nuove e sempre piu' gravi ombre sulla sanita' lombarda ed evidenziano impietosamente l'incapacita' di Regione Lombardia di esercitare controlli efficaci su quel sistema che costituisce una delle principali realizzazioni dell'attuale presidente".

"Si rivendica efficienza - continua la Cgil lombarda - si ricorda ad ogni pie' sospinto agli utenti quanto costano le prestazioni sanitarie, e poi non ci si accorge che qualcuno fa sparire somme ingenti (oggi, per la Maugeri, si parla di 56 milioni di euro, ma quanti sono nel caso San Raffaele?). Ancora una volta vale ripetere che non e' in discussione il sacrosanto principio della presunzione di innocenza: il punto non e' questo. Il tema che di nuovo poniamo al presidente Formigoni e a tutto il Consiglio Regionale, riguarda la sempre piu' urgente necessita' di atti politici coerenti per riconsegnare credibilita' ad una istituzione fondamentale qual e' la Regione Lombardia per tutti i suoi cittadini".

"Di fronte a questa pletora di indagini e provvedimenti giudiziari che stanno riguardando il Consiglio Regionale - conclude la Cgil lombarda - esponenti vecchi e nuovi delle varie Giunte Formigoni e potenti personaggi che gravitano da tempo attorno allo stesso Presidente o alla Compagnia delle Opere, non basta piu' appellarsi alle responsabilita' dei singoli che non implicherebbero quelle del Governo regionale. Ripetiamo: ci vuole un atto di coerenza politica e di responsabilita' istituzionale. E' gia' tardi, ma aspettare ancora sarebbe offensivo verso le istituzioni ed i cittadini lombardi".

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