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Strage Piazza della Loggia, assolti in appello i quattro imputati

Cronaca

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Brescia, 14 apr. - (Ign) - Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e il generale dei carabinieri Francesco Delfino assolti per la strage di Piazza della Loggia di Brescia, avvenuta nel 1974 e che costò la vita a otto persone. Lo hanno deciso i giudici della Corte d'assise d'appello di Brescia confermando la sentenza del processo di primo grado, il 16 novembre 2010, che assolveva gli imputati con formula dubitativa.

Quanto al quinto imputato del processo di primo grado, Pino Rauti, è stata dichiarata l'inammissibilità dell'appello proposto dalle parti civili. Le spese processuali saranno a carico delle parti civili che hanno presentato ricorso.

"Sono stato perseguitato per trent' anni. L'attentato di Piazza Fontana, poi Piazza della Loggia. Ora provo una gioia immensa", commenta Carlo Maria Maggi, il medico veneziano dopo la sentenza della Corte d'assise d'appello di Brescia esprimendo la sua "gioia immensa" per la decisione.

Ma, interpellato dall'Adnkronos, non nasconde l'amarezza di tanti anni vissuti "nelle accuse e nel sospetto". "Adesso provo una gioia immensa - afferma - ma per tanto tempo sono stato inascoltato".

Era il 28 maggio 1974 quando una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista con la presenza del sindacalista della Cisl Franco Castrezzati, del deputato Pci Adelio Terraroli e del segretario della Camera del lavoro di Brescia Gianni Panella. L'attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre 102.

La prima istruttoria della magistratura portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Uno di essi, Ermanno Buzzi, in carcere in attesa d'appello, fu strangolato il 13 aprile 1981 da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, la condanne del giudizio di primo grado vennero commutate in assoluzioni, le quali a loro volta vennero confermate nel 1985 dalla Corte di Cassazione.

Un secondo filone di indagine, sorto nel 1984 a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, mise sotto accusa altri rappresentanti della destra eversiva e si protrasse fino alla fine degli anni '80; gli imputati furono assolti in primo grado nel 1987, per insufficienza di prove, e prosciolti in appello nel 1989 con formula piena. La Cassazione, qualche mese dopo, confermera' l'esito processuale di secondo grado.Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per il neofascista Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese, non estradabile, con il nome di Hagen Roi) per il coinvolgimento nella strage di piazza della Loggia.

Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi. I primi tre erano all'epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1956 da Pino Rauti e piu' volte oggetto di indagini, pur senza successive risultanze processuali, in merito all'organizzazione ed al compimento di attentati e stragi. Ordine Nuovo fu sciolto nel 1973 per disposizione del ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani con l'accusa di ricostituzione del Partito Fascista.

Francesco Delfino fu invece ex generale dei carabinieri, all'epoca responsabile - con il grado di capitano - del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Brescia, e Giovanni Maifredi, ai tempi collaboratore del ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani. La prima udienza si e' tenuta il 25 novembre 2008.

Il 21 ottobre 2010, dopo cinque giorni e mezzo di ricostruzione delle accuse, i pubblici ministeri titolari dell'inchiesta, hanno formulato l'accusa di concorso in strage per tutti gli imputati, ad eccezione di Pino Rauti, per il quale e' stata invece chiesta l'assoluzione per insufficienza di prove, pur sottolineando la sua responsabilita' morale e politica per la strage.

Il 16 novembre 2010 la Corte D'Assise ha emesso la sentenza di primo grado della terza istruttoria, assolvendo tutti gli imputati con formula dubitativa, corrispondente alla vecchia formula dell'insufficienza di prove.

Oltre alle assoluzioni di Carlo Maria Maggi, Francesco Delfino e Pino Rauti, i giudici hanno disposto il non luogo a procedere per Maurizio Tramonte, per intervenuta prescrizione in relazione al reato di calunnia, e revocato la misura cautelare nei confronti dell'ex militante di Ordine Nuovo Zorzi.

E martedi' 14 febbraio scorso, infine, si sono riaperte le aule della Corte d'appello del tribunale di Brescia per il processo di secondo grado a Zorzi, Maggi, Tramonte e Delfino. Secondo la procura vi sarebbero stati nuovi elementi in grado di rafforzare la tesi che l'attentato fosse stato pianificato da esponenti dell'estrema destra. L'epilogo oggi 14 aprile 2012.

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