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Cinema: Ferrandelli scrive a regista Roberta Torre, non andare via da Palermo (2)

Spettacolo

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(Adnkronos) - "So che vuol dire dover partire. Ma c'e' un altro verbo che mi appassiona: tornare - sottolinea Ferrandelli - Sto lavorando per questo. Troppi giovani come me sono dovuti andare via. Ma non e' questo il problema. Un giovane deve assorbire quanti piu' mondi possibili, crescere dentro, vedere il suo futuro. Ma fatto cio' deve potere tornare, se vuole, e trovare qui, a casa sua, l'alveo della sua vita, l'opportunita' di restituire alla sua terra quanto gli e' stato dato in termini di identita'".

E ancora: "E' facile dire che sono d'accordo con te. C'e' forse qualcuno che ama la mondezza, i topi e i rischi sanitari? C'e' forse qualcuno che non vorrebbe passeggiare per il centro storico senza rischiare di essere arrotato? E qualcuno che ama passare ore chiuso in macchina nel traffico? Ma non voglio risponderti con le promesse. Quelle sono facili. Ti ricordo solo che chi se ne va rinuncia, getta la spugna, premia il vecchio e rinuncia al nuovo".

"Dieci anni di macerie, un terremoto che ha raso al suolo anche la vita culturale della citta' - conclude - Ora dobbiamo ricostruire. Avrei potuto andarmene anche io e non tornare piu'. Invece sono stato come un aquilone: il vento mi ha portato lontano ma il filo era sempre qui. Un cielo di aquiloni colorati su Palermo: questo il nuovo per cui lavoro. Resta qui Roberta, lasciati convincere ancora una volta da questi vicoli malati che tu e io amiamo".

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