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Milano: morto farmacista avvelenato con cianuro (2)

Cronaca

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(Adnkronos) - Gianfranco Bona, imprenditore e conoscente del farmacista, ha confessato lo scorso 6 aprile di aver avvelenato Fontana per evitare di restituire 270 mila euro, un debito contratto nel 2006. La posizione dell'uomo, che si trova in carcere da una decina di giorni, si e' ora aggravata: non dovra' piu' rispondere di tentato omicidio ma di omicidio.

Secondo la sua confessione, Bona, titolare di una ditta attiva anche nel trasporto di farmaci, da qualche anno aveva cominciato a chiedere prestiti al farmacista, ma non era poi stato in grado di restituire l'intera somma. Per liberarsi dal debito Bona ha offerto al farmacista un aperitivo, versando nell'analcolico una boccetta di cianuro che, con una scusa, si era fatto consegnare dallo stesso Fontana.

Subito dopo aver bevuto l'aperitivo, il farmacista si era sentito male. Portato in ospedale gli esami hanno scoperto l'avvelenamento: 6 mila parti di cianuro nel sangue, rispetto alle 500 gia' letali. Questa mattina e' morto alla clinica Citta' Studi di Milano dopo essere stato due settimane in coma.

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