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Lirica: Denis Krief, il mio 'Barbiere di Siviglia' al fulmicotone (2)

Spettacolo

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(Adnkronos) - ''Per questo -chiarisce Krief- c'e' in scena un tripudio di bigliettoni che vengono fuori da tutte le parti e nel finale, il notaio, don Bartolo e don Basilio pensano solo a contare i soldi fregandosene del matrimonio tra il Conte e Rosina. Ho sviluppato -evidenzia- il concetto di Beaumarchais di critica alla societa' aristocratica corrotta di fine settecento. Concetto sposato da Rossini che sottolinea comicamente lungo tutta l'opera il presunto potere risolutivo del denaro''.

Ma c'e' anche l'ipocrisia del tempo, che voleva si definisse tutore, come e' il caso di don Bartolo, un uomo che viveva sotto lo stesso tetto di una giovane donna senza esserne il marito. ''Bartolo e' un uomo di una certa eta' che vive sotto lo stesso tetto con Rosina, e per convenzione nel testo lo si definisce 'tutore'. Ma questo suscitava la risata maliziosa del pubblico settecentesco, che era avvezzo a questo stratagemma e capiva la vera natura del rapporto. Rosina e' in realta' una ragazza stanca di stare con un vecchio e che si incapriccia di un giovanotto, bello e ricco come il Conte d'Almaviva''.

La regia di Krief gioca molto con le scene e le luci ''che cambiano continuamente a seconda delle situazioni, sottolineandone gli aspetti comici. E i personaggi sono molto caratterizzati, come avviene nella commedia: Basilio e' una specie di inciucione che arriva sempre all'ora di pranzo per scroccare; Rosina sta sempre a letto, con una volgarissima vestaglia rosa, prende il caffe' a mezzogiorno e litiga con Bartolo, mentre Berta e' una pin-up scatenatissima, vestita da perpetua ma con il trucco alla Sophia Loren e un'irrefrenabile passione per tutti gli uomini che entrano nella casa''. (segue)

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