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Strage Norvegia, al via il processo a Breivik. L'estremista si dichiara "non colpevole"

Esteri

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Oslo, 16 apr. (Adnkronos/Ign) - "Riconosco i fatti ma non sono colpevole". Così, Anders Behring Breivik, si è rivolto alla Corte distrettuale di Oslo nel corso del processo che lo vede imputato per le stragi del 22 luglio scorso a Oslo e sull'isola di Utoya. Vestito con un completo scuro, Breivik è entrato nel tribunale distrettuale verso le 9:30 e ha fatto il saluto nazista appena gli sono state levate le manette. "Non riconosco i tribunali norvegesi. Avete ricevuto il vostro mandato da partiti politici che sostengono il multiculturalismo. Non riconosco l'autorità del tribunale", ha detto l'estremista rivolgendosi alla presidente del collegio, Wenche Elizabeth Arntzen definita amica della sorella dell'ex primo ministro norvegese e leader del Partito laburista Gro Harlem Brundtland.

Quindi quando il giudice gli ha chiesto nome, stato civile ed occupazione, si è definito "uno scrittore" che risultava disoccupato al momento dell'arresto. L'uomo ha anche detto di essere un "comandante militare" che non dovrebbe comparire davanti ad un tribunale penale.

Il procuratore Inga Bejer Engh ha poi letto, per oltre un'ora, le 19 pagine dell'incriminazione con tutti i 77 nomi delle vittime, oltre che della loro età, delle ferite riportate da ciascuno e della causa accertata del loro decesso. La procura ha fornito anche tutti i dettagli sui 42 feriti gravi. Breivik non ha mostrato emozione durante la lettura, mentre si è visibilmente commosso con le lacrime agli occhi quando l'accusa ha mostrato un filmato di propaganda anti immigrati di 12 minuti da lui diffuso sul web il giorno degli attacchi.

Dopo una breve pausa nel dibattimento, è stata la volta del procuratore Svein Holden che ha descritto i preparativi fatti dall'uomo prima dell'attentato di Oslo e la strage di Utoya. Holden ha mostrato alla corte un falso tesserino da poliziotto con la foto di Breivik e una spilletta con la scritta "cacciatore di marxisti" che erano in possesso dell'imputato. Il procuratore ha ricordato come Breivik si fosse procurato armi, munizioni, il materiale per costruire una bomba e una uniforme da poliziotto. E si è riferito alla militanza dell'imputato in organizzazioni di estrema destra fin dal 1995. Infine Holden ha dichiarato che l'accusa intende servirsi della cosiddetta "Dichiarazione di guerra preventiva", un delirante manifesto di 1500 pagine che Breivik aveva diffuso online.

Il procuratore ha inoltre dichiarato che non sono state trovarte prove a sostegno dell'esistenza di una rete segreta di resistenza di "Cavalieri templari", a cui Breivik ha detto di appartenere. Secondo Holden tale rete, che dovrebbe battersi contro i nemici della cristianità, "semplicemente non esiste".

Severe le misure di sicurezza imposte: l'area attorno al tribunale è stata chiusa e il passaggio è autorizzato solo per chi è dotato di permesso. Tutti devono superare controlli di sicurezza. L'edificio del tribunale, controllato da poliziotti armati, è stato passato ieri al setaccio anche con l'aiuto di cani. Lo spazio aereo di Oslo è stato vietato ai piccoli aerei. Il pubblico e la stampa possono seguire il dibattimento attraverso televisori a circuito chiuso che saranno approntati in 17 tribunali sparsi per tutto il paese.

L'estremista di destra, 33 anni, sarà interrogato domani e ripeterà la sua tesi di aver agito come legittima difesa di fronte alla politica pro immigrati del governo laburista. L'avvocato Lippestadt ha avvertito che il suo assistito potrebbe perfine esprimere rincrescimento per non aver fatto un maggior numero di vittime. La difesa ha chiamato 40 persone a testimoniare, fra cui alcuni islamisti.

Al centro del processo rimane comunque la questione se Breivik sia o meno sano di mente, una quesito sul quale si confronteranno in aula esperti dai pareri opposti. Poco più di una settimana fa un team di psichiatri ha stabilito che l'imputato era responsabile dei suoi atti e non puo' essere definito psicotico, ma che vi è un "forte rischio che possa ripetere atti di violenza". Una precedente perizia psichiatrica conclusa a novembre affermava invece che Breivik soffre di "schizofrenia paranoide", suggerendo di fatto il suo internamento in un istituto psichiatrico.

In aula testimonieranno anche alcuni dei sopravvissuti del massacro di Utoya, l'isola dove da anni si svolgeva un campo estivo giovanile laburista. Il processo dovrebbe durare fino al 21, 22 giugno quando accusa e difesa pronunceranno le arringhe finali. La sentenza è prevista nelle settimane successive. Breivik potrebbe finire in un istituto psichiatrico. Se verrà riconosciuto capace di intendere e di volere, la pubblica accusa potrebbe chiedere una "condanna di detenzione preventiva" oltre il massimo di 21 anni, sulla base della quale Breivik potrebbe restare in carcere indefinitivamente di fronte all'alto rischio che compia che compia altre violenze.

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